Sono giorni caldissimi in casa Inter, tra la società in vendita e la squadra, attesa questa sera alla prima di tre partite che potranno dire molto del proseguo della stagione. La cessione a Erick Thohir ormai è alle porte. Lunedì 30 settembre ci sarà un nuovo cda, l’ultimo probabilmente con 14 membri di cui 6 della famiglia Moratti (che in seguito dovrebbero essere ridotti a 3), durante il quale verrà ratificata la cessione al magnate indonesiano e alla cordata che è alle sue spalle. Le firme sui contratti entro quella data dovrebbero essere già messe, quindi è probabile che vengano poste dalle due parti domani, giorno che da un paio di settimane circola come quella decisiva. L’intero affare verrà ufficializzato poi a fine ottobre, quando è in programma l’Assemblea dei soci nerazzurri per approvare l’aumento di capitale e il bilancio al 30 giugno 2013. DETTAGLI Ancora da definire alcuni dettagli, come ad esempio la presidenza. Massimo Moratti fino a qualche giorno fa era sembrato pessimista, tanto da dire «non credo di rimanere presidente». Ieri però, fuori dalla sede della Saras, l’attuale patron nerazzurro ha riaperto a questa possibilità: «Il pressing di Thohir per farmi restare presidente? C’è tempo per pensarci, comunque questo conferma l’atteggiamento assolutamente amichevole di Thohir e il fatto che siamo due gruppi a sostenere una società, e questa è la cosa principale; non siamo un gruppo che parte e uno che arriva. Questa cosa piace ae e a lui. La decisione? Vedremo…». L’ipotesi è stata confermata anche dallo stesso indonesiano: «La società è già forte, ciò che ha costruito Moratti in questi anni è incredibile. Vengo per aiutare, voglio fare crescere questo club – le parole di Thohir da Giacarta -. La trattativa sta andando avanti in maniera positiva, ma per chiudere l’affare ci vuole tempo ». La possibilità che Moratti resti presidente esiste, ma a patto che l’attuale patron mantenga un ruolo operativo e non solo di rappresentanza, pur magari da presidente onorario. In attesa di sviluppi dal punto di vista societario gli uomini di Mazzarri intanto oggi ospitano a San Siro la Fiorentina, prima partita di un trittico di sfide pericolose che potranno far capire a che punto sono i nerazzurri: stasera i viola, domenica il Cagliari in trasferta (a Trieste, però), infine la Roma all’Olimpico nell’anticipo di sabato 5 ottobre. Tre impegni importanti per l’Inter, anche se per Moratti non saranno decisive: «È ancora presto, ci sono ancora tante partite. Siamo contenti di essere partiti bene, speriamo di crescere sempre». STRAMA PROMOSSO Dello stesso avviso è anche Walter Mazzarri: «La sfida di stasera è un altro step del nostro processo di crescita – le parole del tecnico in conferenza stampa -. Un bilancio lo potremo fare al termine del girone d’andata, perché sicuramente abbiamo affrontato tutte le squadre. Se dopo 19 partite facciamo un certo tipo di calcio contro tutti potremo fare delle valutazioni. Adesso parlare di obiettivi non ha senso». L’unico che per ora ha centrato il suo obiettivo è un ex nerazzurro, Andrea Stramaccioni, promosso con il massimo dei voti nel corso per allenatori a Coverciano. Per Mazzarri è ancora presto, ma dopo le prossime tre sfide ne sapremo certamente di più.

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