È una mutazione costante e molto ampia, quella che interessa la Juventus bi-campione d’Italia. Prima di tutto sul campo, perché come anticipa Conte in vista dell’impegno a Verona contro il Chievo, «le rotazioni continuano in maniera decisa». Poi fuori dal campo, con il riferimento diretto ad Andrea Pirlo: «D’ora in poi c’è una nuova regola che vale per tutti. Chi viene sostituito d’ora in poi deve sedersi in panchina. Se non lo fa — spiega il tecnico bianconero — sta un mese fuori rosa e si prende una grossa multa». Anche dietro la scrivania si cambia ad alta velocità: il Cda di ieri ha certificato una contrazione delle perdite (scese a 15,9 milioni) e un fatturato record, 283,8 milioni, vette che a Torino non venivano frequentate dal pre Calciopoli (2005-2006). A conferma che la Champions riveste un’importanza capitale per il portafoglio oltre che per l’autostima. E che si può ricostruire coniugando nel modo migliore i risultati con il bilancio. L’orgoglio societario è più che legittimo, ma Conte stasera deve fare i conti con un’altra mutazione, che potrebbe metterlo in difficoltà: anche il Chievo di Sannino, un fedelissimo della difesa a quattro, starebbe preparando una copertura a tre, come ormai la maggior parte dei colleghi da quasi due anni, da quando cioè la Juve varò la difesa a 3 contro il Napoli al San Paolo a fine novembre, nell’anno I della gestione contiana. Il problema, come si è visto domenica contro il Verona, è che la difesa a 3 diventa stabilmente a 5, se non a 7-8 con almeno un paio di mediani messi davanti alla trincea. «Capita spesso che chi affronta la Juventus — osserva l’allenatore — cambi il proprio modo di giocare e faccia più la partita su di noi: con tanti uomini marcati è inevitabile trovare delle difficoltà. L’unica cosa che mi lascia un po’ così è che siamo solo alla quarta-quinta giornata di campionato, tutti potrebbero giocarsi la partita e invece troviamo squadre che si difendono ad oltranza…». Così stasera, dopo le attenzioni di Jorginho domenica, a pestare i piedi a Pirlo al Bentegodi potrebbe esserci addirittura un centravanti come Alberto Paloschi. In ogni caso il centrocampista bianconero ha voglia di dare un segnale forte, dopo due sostituzioni consecutive e dopo le parole di Conte di ieri, che danno anche qualche elemento in più a chi vuole vedere una distanza crescente tra Pirlo (in scadenza di contratto) e l’ambiente circostante. Intanto accanto a lui dovrebbe tornare Marchisio dall’inizio, dando riposo a Vidal. Il turnover «scientifico» prevede il rientro di Lichtsteiner al posto di Isla sulla destra. In difesa, sosta ai box più probabile per Barzagli ma non esclusa per Bonucci, con Ogbonna centrale come in Danimarca. In attacco, con il derby in vista domenica alle 12.30, dovrebbe invece rifiatare Tevez, fino a qui sempre presente, dando spazio alla coppia inedita Llorente-Quagliarella, a segno rispettivamente col Verona e con il Copenaghen. Perché fare gol e vincere aiuta ad alternare le soluzioni più serenità. E a restare sempre in alto, a godersi il cambiamento.

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