Colantuono annuncia turnover e l’Atalanta cambia un po’, ma non troppo. Contro la Fiorentina l’escluso eccellente potrebbe essere Bonaventura. Colantuono sta meditando di farlo riposare. «Avremo tre partite in una settimana e ne dovrò tener conto. Ma non sarà una bocciatura per nessuno. Jack a riposo? Ci può stare, anche pensando a Parma. L’anno scorso giocava da 7, ora sta giocando da 6: può capitare». L’indiziato numero uno per sostituirlo è Moralez, anche se Colantuono davanti ha parecchie opzioni. «In settimana abbiamo lavorato molto per migliorare sull’ultimo passaggio perché è quello che ci è mancato a Napoli. Contro questa Fiorentina servirà un’Atalanta gagliarda, come quella vista al San Paolo per buona parte della partita, evitando però di commettere nuovamente errori». Colantuono è pronto a sfidare Montella che non ha mai battuto: «E’ un grande allenatore ed è stato bravo a smorzare le polemiche in settimana. Io sono convinto che alla fine tutto torna. E l’arbitro comunque è un professionista. E complimenti a Rossi: il calcio italiano ha ritrovato un campione». Qui Firenze Tutti pazzi per Pepito. Con Gomez fuori per infortunio Montella è costretto a spremere Giuseppe Rossi. Oggi l’Atalanta, giovedì l’Inter. Una scelta rischiosa visti i due anni di assenza dell’attaccante per le operazione al ginocchio? «I vecchi infortuni – spiega il tecnico viola non mi preoccupano e non sono spaventato quando Pepito viene scaraventato a terra. Il giocatore è guarito. Si vede. Il rischio vero può essere legato a problemi muscolari. Per adesso la situazione Rossi non ci desta preoccupazioni ma è difficile stabilire fino a che punto ci si può spingere nel minutaggio di questo fuoriclasse. Incrociamo le dita e andiamo avanti. Pepito ha sorpreso anche noi ed è difficile metterlo fuori». La doppia trasferta Atalanta-Inter è un passaggio delicato per la Fiorentina. «Due sfide che affronteremo senza Gomez, Pizarro e Cuadrado. Tre pedine essenziali. Ma non dobbiamo cercare alibi. Questa situazione di emergenza regala una buona opportunità a chi magari è partito un passo indietro nelle gerarchie. Magari Rebic? Talento di primissimo livello — ammette il tecnico—ma ha disputato solo cinque sei allenamenti e non è ancora entrato nei nostri meccanismi. Joaquin? Si deve inserire nella nuova mentalità di squadra, deve trovare il ritmo giusto. Da lui si vorrebbe tutto e subito ma io su Joaquin ci conto. Così come sul giovane Matos, che conosce i nostri schemi e ha buoni numeri. Ma è giovane. Ed è più indietro rispetto a Rebic». E alla domanda «come si comporterebbe se l’arbitro oggi commettesse un errore ai danni della Fiorentina» Montella risponde: «Ho detto e lo ripeto che non protesterò più. Però sul discorso dell’unanimità di comportamento sono tutti d’accordo. Anche nel mondo arbitrale».

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