Ti conosco mascherina. Ti conosco Roma, ti conosco Garcia. Vladimir Petkovic ha la faccia serena, perché i numeri dicono che con il derby il tecnico di Sarajevo ha un feeling particolare: tre partite, un pareggio e due vittorie, di cui l’ultima che è valsa la Coppa Italia, il suo primo e unico trofeo. Ti conosco derby, allora, dove «più che la tattica, serve la testa », dice Vlado. Che poi replica al collega giallorosso: «Ha ragione lui, il derby non si gioca ma si vince, in fondo è la stessa cosa che dissi io prima del 26 maggio». E poi su la testa: «Conosco i movimenti e i punti deboli della Roma, ce ne sono diversi. So dove far male alla squadra giallorossa, la Lazio può dare molto fastidio». E ieri pomeriggio l’ha mostrato alla squadra anche attraverso alcuni video. Non è un caso, allora, che Petkovic voglia riproporre lo stesso modulo del 26 maggio, il tanto caro 451. «Tutti danno la Roma favorita e a me va bene così, vorrà dire che la Lazio sarà costretta a dare qualcosa di più del 100%». Lotito in ritiro È quello che ha chiesto ai giocatori anche il presidente Lotito, che ha assistito all’allenamento insieme al d.s. Tare e poi ha parlato con il capitano Mauri. «Garcia dice che siamo stanchi? Abbiamo abbastanza energia per vincere questa partita—ancora Petkovic —. E poi penso che il fatto di giocare su più fronti, avendo poco tempo per pensare alla Roma, possa rivelarsi un vantaggio. In ogni caso servirà comunicazione, dovremo essere pronti anche a soffrire, tutto partirà dalla testa». E l’obiettivo sarà non vivere di ricordi per la Coppa Italia: «Vincere un trofeo cambia la vita a tutti, è stato così anche per me — aggiunge l’allenatore —. Abbiamo avuto qualche difficoltà nel tornare alla realtà, come s’è visto contro la Juve. Lotito dice che abbiamo cambiato atteggiamento? È semplicemente cresciuta la Lazio». Quanto è cresciuta, si capirà oggi.

«Il derby non si gioca, si vince». Et voilà, lo slogan è servito. Se c’era un modo di conquistare definitivamente la sua gente, Rudi Garcia l’ha trovato ieri, forte del fatto che in Francia non ne ha mai perso uno (tre vittorie e un pari con il Lille contro il Lens). Oggi, però, deve dargli un seguito, perché se è vero «che il derby non può essere una partita come le altre e vincerlo deve essere fantastico», è anche vero che di mezzo—volenti o nolenti — c’è di mezzo ancora il 26 maggio. «Quella partita per me è il passato, non c’ero e quindi non mi interessa — dice Garcia —. Guardiamo avanti, adesso c’è un altro derby». Già, ma non per la gente giallorossa. Che oggi non si aspetta di guarire, ma almeno di curarsi le ferite. «E per fortuna ci sarà la Sud». Preparazione Garcia in questi giorni ha cercato di allentare la pressione con giochi vari con il pallone, ha studiato con la squadra la Lazio al video, ha chiesto a Strootman di stare più basso per aiutare Balzaretti a contenere Candreva e ha detto chiaro e tondo alla squadra che stavolta sarà lui (invece del regista) a chiamare il pressing a partita in corso. «Per noi l’importante è che la partita comincia alle 15 e non prima—continua Garcia —. Arriviamo con 9 punti in tre partite, mi piacerebbe fare 4 su 4, anche perché la Lazio ha giocato in Europa e durante la partita accuserà inevitabilmente un calo fisico. Dovremo essere bravi a colpire quando arriverà proprio quel momento». Testa, dunque, Garcia chiede proprio questo alla sua squadra per vincere il derby. «Ma una cosa è certa: comunque vada a finire, una sola partita non cambia le cose. Le valutazioni le facciamo su 10 partite e finora abbiamo portato a casa il massimo, 9 punti. Questo per dire che il risultato del derby non cambierà la nostra stagione. Anche se, è ovvio, è meglio vincere». Sembra banale, ma del resto «il derby non si gioca, si vince».

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