Le stagioni passano e i tempi cambiano. Dalla mongolfiera blucerchiata di 24 anni fa (30 agosto 1989, derby di coppa Italia vinto dalla Samp) al drone che, ieri, alcuni tifosi di Gabbiadini e compagni avrebbero voluto far volteggiare sul prato del «Signorini» a Pegli, durante la rifinitura genoana, in risposta al blitz (scoperto) del preparatore dei portieri De Prà avvenuto il giorno prima al «Mugnaini». Per la cronaca, tentativo sfumato: più che per i costi, a causa di evidenti difficoltà e rischi logistici, con l’autostrada a un passo. Poco male, solo l’idea è da applausi, e rende bene il clima di sfottò che stasera si respirerà anche sugli spalti del Ferraris. 007 con la penna Di sicuro la brutta figura della spia genoana messa in rete dalla Samp ha lasciato il segno, visto che ieri, con un po’ di ironia, il Grifone (che ha lanciato pure una propria App ufficiale gratuita) ha replicato sul proprio sito pubblicando le foto dei giornalisti appostati in uno dei palazzi che si affacciano sul «Pio XII», per seguire il lavoro a porte chiuse di Liverani. Non è la stessa cosa, però dimostra come ci siano curiosi ovunque sotto la Lanterna. Occhi aperti Dopo la lunga vigilia di due settimane che ha portato alla stracittadina della Lanterna numero 107 (61esima in serie A), stasera si attendono 32 mila spettatori a Marassi, fra i quali il c.t. azzurro Cesare Prandelli (l’ospite più prestigioso in tribuna d’onore) e decine di osservatori stranieri. I timori principali , semmai, sono legati al forte maltempo previsto per oggi sul capoluogo ligure, ma che dovrebbe esaurirsi prima del fischio d’inizio. Poi c’è l’ordine pubblico. I segnali raccolti dalla Questura non indicano la gara di stasera come una sfida ad alto rischio, anche se sin dalla mattinata scatterà un rigido servizio di controllo intorno allo stadio, che coinvolgerà oltre 400 uomini. Rimangono in piedi i timori sollevati nei giorni scorsi da alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine in riferimento alle persistenti «condizioni operative inaccettabili per la mancanza di spazi adeguati per eventuali interventi di ordine pubblico». Un’ipotesi, questa, ripetutamente negata dalla Prefettura. Caro amico ti sfido Ma il derby odierno sarà soprattutto la sfida fra due vecchi amici, Delio Rossi e Fabio Liverani. Una storia che inizia molti anni fa, fra diversità e analogie. Un giovanissimo Rossi, all’epoca 34enne, disse no alla chiamata del Foggia in serie A, restando due categorie più in basso. «Volevo fare le cose per gradi». Anni dopo la serie A è stata proposta a Fabio Liverani, 37 anni, reduce da un solo campionato alla guida degli Allievi del Genoa, e il sì è arrivato immediato. «Mi sento pronto, voglio mettermi alla prova». Di simile, invece, c’è la condivisione di alcune idee. Del resto si tratta della classica sfida tra allievo e maestro. Liverani ha incrociato Rossi a Roma, sponda Lazio, e Palermo. Con lui ha vinto, ha vissuto momenti bellissimi e condiviso problemi e complicazioni, anche contrattuali. «Delio Rossi è un vincente, un vero maestro di calcio, bravissimo con i giovani. Mi ispiro a tanti bravi tecnici che ho avuto. Lui è tra questi». Sicilia amica Non è un caso che uno dei moduli di Liverani sia il 4312, lo stesso in cui faceva il regista con Rossi a Roma e Palermo. I due avevano convissuto alla Lazio, capitano uno, allenatore l’altro. In Sicilia il loro legame divenne più stretto. Liverani era finito un po’ ai margini sotto la guida di Zenga, Rossi lo rilanciò e ne fece un pilastro della squadra. Difesa a quattro, ricerca del gioco, grande attenzione ai particolari, ma anche e soprattutto intelligenza nel modellare le proprie idee. Non a caso stasera si sfideranno con lo stesso modulo, il 352: non il più amato da entrambi, ma quello più utile oggi, in attesa che entrambe escano dal limbo.

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