Il pasticciaccio della Ferrari. Quello che non ci voleva e che rovina la vigilia del GP d’Italia con riflessi sulla corsa di oggi. L’ambizione del Cavallino era di piazzare Fernando Alonso in prima o seconda fila, sperando di rendere da subito vita dura a Sebastian Vettel. Invece non c’è riuscito. Anzi, Felipe Massa (4°) è stato più veloce di Alonso (5°) e Nico Hülkenberg, con la modesta Sauber motorizzata Ferrari, si è piazzato 3°. Davanti a tutti Vettel, autore di un’inarrivabile pole, e il compagno Mark Webber. Strategia Perché pasticciaccio? Perché la Ferrari ha sbagliato un’altra volta strategia basandosi sul gioco delle scie, che una volta a Monza pagava in termini di tempo e ora molto meno, circa 12 decimi a giro. Mossa comprensibilemaun po’ da ultima spiaggia. Sfruttare la scia di chi sta davanti e farsi «risucchiare » guadagnando velocità non è così facile, serve tempismo. Massa è stato mandato in pista seguito da Alonso mentre Rosberg era dietro. Ma il gioco — secondo la versione più accreditata — prevedeva che entrambi approfittassero della scia Mercedes. InsultiQuando Alonso si è reso conto che lui e Felipe erano stati fatti uscire troppo presto si è infuriato e via radio agli ingegneri del box ha detto: «Quindi c’è da farlo passare (Rosberg; n.d.r.), veramente siete dei scemi eh!Mammamia ragazzi…», proprio così, con un errore grammaticale. Si potrà discutere se abbia detto «scemi » o «geni» ma cambia veramente poco. Lo spagnolo non era affatto ironico. Poi, con i nervi a fior di pelle, ha montato gomme nuove, come Massa. Insieme hanno affrontato la pista, con Fernando accodato a Felipe e Webber un po’ avanti. A un certo punto, tra i due ferraristi si è ritrovato Daniel Ricciardo e Alonso ha perso la scia mentre Massa, entrato nell’ombra diWebber, è volato in quarta posizione. Alonso poi ha fatto un tempo quasi identico, risultando alla fine quinto. Retromarcia Il dopoprove è un caos. Massa è ironico: «Alonso ha avuto la mia scia in tutti i giri…». Alonso si arrampica sui vetri complimentandosi per il «lavoro impeccabile» del team. E aggiunge: «Non siamo mai scattati così vicini alle Red Bull. In partenza o al primo giro possiamo passarne almeno una. Il meteo incerto può aiutarci. Sono contento!». L’Alonso contento di altre volte non era come quello sarcastico di ieri. Nel nervosismo delle corse ci sta tutto, pure una frase di più al momento meno opportuno (Prost fu cacciato per molto meno), ma se la Ferrari avesse cercato i tempi senza complicarsi la vita con le scie, Alonso oggi sarebbe scattato in prima fila accanto a Vettel. La Ferrari di Monza è buona, può fare un’ottima corsa, anche se pensare di battere Vettel e la Red Bull è un altro discorso. Evoluzione Perché il genio Newey ha portato qui un muso anteriore diabolico: dà più appoggio all’uscita della Parabolica e consente di arrivare prima alla velocità massima sentendo meno la turbolenza dell’auto davanti. A ogni gara una novità che fa la differenza. Da qui la tensione Ferrari, in cocktail con frasi stonate, piloti tesi, caos al box. E un Alonso spietato, poco conciliante, astioso: troppe cose da chiarire subito. La corsa? Vettel è ultrafavorito, Hülkenberg un punto interrogativo, Massa dovrebbe dare strada ad Alonso, accanto al quale c’è un altro pilota nervoso, Nico Rosberg, seguito dagli ottimi Ricciardo (Toro Rosso) e Sergio Perez (McLaren). Fuori dai 10 Lewis Hamilton (errore di guida in Q2) e Kimi Raikkonen (Lotus in confusione). Ma tranquilli: se oggi la Ferrari vincerà tornerà d’incanto l’armonia. La F.1 è questa… Tra «scemi» e «geni» cambia la forma, ma non la sostanza. E in questa storia, oltre ad avere buone orecchie per sentire, bisogna aguzzare l’ingegno per riflettere. Comunque la si rigiri, la frittata di Monza è qualcosa che sarebbe stato meglio evitare. Non tanto per il risultato delle qualifiche, visto che di «veri» errori da parte della Ferrari non ce ne sono stati e Fernando Alonso oggi può chiudere la bocca a tutti vincendo davanti al popolo della rossa o finendo davanti al rivale iridato Sebastian Vettel. La questione è un’altra: la reazione dello spagnolo in un momento così delicato della stagione e dei suoi rapporti con il team. Doppio giallo Ci sono due versioni del kafkiano sabato monzese. Quella ascoltata da tutti in diretta tv, rilanciata dai siti, con la frase in italiano detta via radio da Alonso alla squadra mentre si lanciava per il primo dei 2 giri finali di qualifica. «Quindi c’è da farlo passare! Veramente siete dei scemi eh… Mamma mia ragazzi… ». Le Ferrari di Felipe Massa e dello spagnolo erano uscite in parata dai box, per sfruttare l’effetto scia a favore di Fernando, ma la Mercedes di Rosberg non era ancora arrivata. Ci sta che la Ferrari volesse sfruttare anche il traino del tedesco. E qui si aggancia la versione di Alonso: «La frase che ho detto è “siete dei geni”, si dice molte volte. Il problema è il team radio pubblico, non capite il senso delle parole. Aspettavamo in corsia box, mentre Rosberg arrivava, con l’obbligo di farlo passare, invece avevamo tutto il tempo per uscire prima che arrivasse e saremmo stati soli». Confusione In questo caso, sarebbe stato un equivoco nell’equivoco. Perché poi Rosberg, in realtà, è rimasto sempre dietro le Ferrari. Ma Alonso in precedenza, appena uscito dai box, avrebbe detto pure: «Siete dei geni». Con lo stesso tono sarcastico. C’è poi la versione di Massa, forse la più chiara: «Avete chiesto già a Fernando, no? Io l’unica cosa che ho capito è che ho tirato per lui tutto il giorno, niente altro». In verità ci sarebbe pure la quarta versione delle registrazioni Fom, depurata dai rumori ambientali e dall’audio del motore. Ascoltandola, lo «scemi» sembra piuttosto un «geni», considerando l’accento spagnolo. Abbastanza per rendere il giallo ancora più giallo. Ma qui tocca riflettere. Al di là delle regole del bon ton, cosa cambia? Nulla. Resta lo sfogo di Alonso verso il team, sul quale il presidente Montezemolo, ieri ha cercato di minimizzare, graziandolo: «Meglio che si sfoghi, significa che ha voglia di vincere». Non sarebbe stato meglio che Alonsoammettesse un umanissimo momento di tensione? La difesa Dopo la sfuriata, lo spagnolo ha invece ripiegato ringraziando il team e dicendosi contento del quinto posto dietro Massa: «Abbiamo fatto un lavoro impeccabile, non c’è da essere tristi. Però, anche in una giornata così, dove finalmente siamo dietro all’alettone delleRed Bull, senza altri di mezzo (tranne Hülkenberg; n.d.r.), cercate di attribuirmi sentimenti cattivi. Io non posso fermarvi. Ma è vero meno di zero. Anche se avessi messo altre diciassette gomme, non avrei migliorato il mio tempo. Magari in gara pioverà, vincerò, e tutto sarà capovolto». Lui e Felipe Di certo non si può tirare la croce addosso a Massa, che ha provato a fare da lepre al compagno anche nell’ultimo tentativo, in cui Alonso ha commesso un piccolo errore alla Roggia. «Ho detto via radio che Felipe era un po’ troppo lontano, perché Ricciardo si era ritrovato in mezzo a noi e poi si era spostato all’Ascari, lasciandomi senza scia. Però quando ho detto grazie al team e a Felipe per il lavoro perfetto non si è sentito », conclude Alonso. «Nel giro di lancio ho spinto molto, per cercare di prendere la scia diWebber – racconta Massa –. Anche Fernando doveva spingere dietro di me. Ero a quattro secondi daWebber e lui mi seguiva a tre e mezzo. C’erano le condizioni ideali perché Fernando migliorasse. È stato un lavoro di squadra,principalmente rivolto a lui».

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