Un’altra big news scuote il mondo delle telecomunicazioni. Microsoft lancia la sfida ad Apple e Samsung comprando per 5,44 miliardi di euro l’intero business di telefonini e smartphone Nokia, compreso il marchio Lumia (che pagherà 3,79 miliardi), la licenza dei brevetti, per 10 anni con l’opzione di estenderla per sempre (per 1,65 miliardi), oltre a inglobare i circa 32 mila dipendenti, incluso il Ceo Stephen Elop. Il giorno prima l’inglese Vodafone aveva formalizzato la cessione, per 130 miliardi di dollari, del suo 45% di Verizon wirless all’americana Verizon Communication. E’ l’ultimo colpo di Steve Ballmer, 57 anni, dopo che il 23 agosto ha annunciato l’addio al timone di Microsoft entro i prossimi 12 mesi. La notizia ha fatto volare in Borsa il titolo Nokia, ieri in rialzo di oltre il 40% sul listino di Helsinki (+33,94% alla chiusura), mentre le azioni Microsoft perdevano circa il 6% a metà seduta a Wall Street. Ma la festa degli investitori non scioglie i dubbi sulla strategia, né cancella i sospetti sul ruolo di Stephen Elop, il canadese che aveva lasciato Microsoft nel settembre 2010 per diventare il primo Ceo non finlandese del gruppo di telefonia. Il «passo coraggioso nel futuro », come lo ha definito Ballmer nella sua email ai dipendenti, per «accelerare la crescita della sua quota e dei profitti nel settore mobile» assomiglia più a un matrimonio tra due società in crisi e in cerca di una nuova identità. Microsoft è stata spiazzata dai «ragazzi» della Silicon Valley che, con motori di ricerca e social network, hanno relegato il gruppo di Redmond a un ruolo di secondario nella grande partita di Internet mobile. Dal canto suo Nokia, vent’anni fa primo produttore mondiale di cellulari, non ha saputo tenere il passo con l’innovazione tecnologica e di design e ha cercato troppo tardi di rientrare in gioco con il Lumia, che peraltro nel secondo trimestre del 2013 ha venduto 7,4 milioni di pezzi. Perciò l’annuncio dell’operazione appare come un tentativo in extremis, da parte del gruppo che ha dominato i computer di tutto il pianeta con il suo sistema operativo Window, di poter riavere un ruolo di primo piano in un mondo oggi dominato da iPhone e Galaxy, al quale puntano anche Google (che un anno fa ha rilevato Motorola e i suoi brevetti per 12,5 miliardi di dollari) e Facebook. Ma la mossa alimenta anche le congetture che a far cadere Nokia nelle braccia di Microsoft sia stato proprio Elop, che nel 2011 aveva scelto di abbracciare Window Phone. Per di più a un prezzo giudicato troppo basso, considerando che Microsoft aveva speso ben 8,6 miliardi di dollari (6,45 miliardi di euro) per Skype. Ora assumendo il timone della divisione Devices & Services sotto l’ombrello Microsoft, Elop a 49 anni diventa un probabile candidato alla successione di Ballmer «Elop era la talpa di Microsoft? », si chiede senza giri di parole in un articolo l’Helsingin Sanomat, il principale quotidiano finlandese. Ma a dominare, in Finlandia, è l’amarezza per aver perso con Nokia, fondata 148 anni fa, un pezzo di storia industriale del Paese. Di sicuro non si è trattato di un blitz, visto che le trattative tra le deu società sono cominciate a febbraio e ci sono state almeno 50 incontri, ha rivelato Risto Siilasmaa, presidente del consiglio di amministrazione di Nokia e da ieri nuovo Ceo a interim. Di certo ci sono valide ragioni fiscali: per finanziare l’acquisizione tutta cash, Microsoft userà infatti parte delle risorse parcheggiate all’estero, che costerebbe troppo (in termini di tasse) rimpatriare. Alla nuova Nokia, che non potrà produrre smartphone e telefonini fino al 2013, resta il business delle reti mobili e è in questa ottica deve essere letto l’acquisto di luglio della quota di Siemens nell’ex joint venture con i tedeschi Siemens. Un destino simile ai cugini norvegesi di Ericcson, costretta due anni fa a cedere a Sony la produzione dei cellulari, per concentrarsi su soluzioni di comunicazione a livello di infrastrutture.

Cosa ne pensi? Lascia un commento