Vettel concorda, vuoi perché la sua forma mentis è strutturata nel ridimensionare («È un messaggio positivo per il campionato, ma ho badato più a questa gara e a divertirmi che alla classifica»), vuoi perché assicura di essere sempre teso: «Mi ricorda una gara monotona e deludente, perché a Spa, tra acquazzoni, incidenti e safety car, le emozioni non mancano mai. Non si è visto nulla di tutto ciò: Gp «asciutto» e andamento lineare. Nemmeno il groviglio tra Maldonado, Gutierrez, Sutil e Di Resta al 28° giro, terminato con il cozzo tra Maldonado e Di Resta e con la Force India dell’inglese sfasciata, ha provocato l’ingresso della vettura di sicurezza. Alonso, nel dubbio, s’era premurato di entrare ai box per l’ultimo cambio gomme (avrebbe avuto un vantaggio), ma la safety non è uscita e allora viene da pensare che questo Vettel, al di là del talento, è pure fortunato. Lo start ha così dettato il canovaccio del resto delle operazioni. Sono state premiate l’aggressività di Vettel e la volontà di Alonso, è stata ridimensionata la Mercedes (Rosberg: «Il ritorno della Ferrari ci ha sorpreso »), si è intravisto un pallido miglioramento della McLaren grazie a Button, sono stati bocciati Webber e il duo della Lotus. Mark ha firmato l’ennesimo pessimo scatto e ha pure prenotato una sgridata del team, avendo annunciato prima di ogni comunicato ufficiale che lascerà il posto al connazionale Daniel Ricciardo; invece Raikkonen e Grosjean (che alla prima curva ha r i – schiato di silurare Massa, condannandolo alle posizioni di rincalzo) sono naufragati nella mediocrità, con Kimi che ha interrotto la sequenza record di 27 piazzamenti utili a causa del cedimento dei freni durante un sorpasso a Felipe. Tutto è stato davvero troppo facile per Vettel. L’impressione è che Sebastian abbia dato una gran botta al Mondiale, anche se ora arriva Monza e i redbullisti si mettono sulla difensiva: «Non sarà un circuito per noi», anticipa Adrian Newey. Ma la concorrenza dovrà migliorarsi, se non superarsi. A cominciare dalla Ferrari. La chiave di tutto (o quasi) per il Cavallino? Il rendimento su una pista come quella di Singapore. Lì capiremo il destino della Rossa.