Ritenere una gara di MotoGp una formalità sarebbe follia, però, se nulla cambierà a Indianapolis, ancora poche ore e Marc Marquez porterà a casa un hat-trick, una triplettona americana (dopo Austin e Laguna Seca), che nemmeno il più sgangherato bookmaker avrebbe mai provato a quotare a inizio mondiale. Sul circuito – bruttino per il tracciato quanto emozionante per le strutture – ricavato dal mitico ovale, il leader del Mondiale fa paura sulla prestazione e sul passo gara, fin dal venerdì mattina ha dominato tutti i turni, indovinando le scelte tecniche come se corresse nella classe regina da sempre, invece di essere un debuttante. Il 20enne Marc cala un altro asso e fa segnare il nuovo record della pista: 1’37”958, quasi nove decimi in meno del primato stabilito lo scorso anno da Pedrosa (1’38”813), uscito terzo amezzo secondoeconle orecchiebasse e il morale ancor più giù, non solo per la scarsa forma fisica (ancora a causa del botto di Germania): l’anno che finalmente doveva essere la sua rincorsa al mondiale, si sta trasformando in un calvario per colpa di quellocheguida l’altra sua stessa Honda Hrc. A certificare il dominio di Marquez c’è la faccia trita di Lorenzo. «Dura, molto dura», dice, confessando di aver fattoun grande lavoro sulla sua Yamaha e aver avuto ottimi miglioramenti: ma evidentemente non credeva di aver beccato 513 millesimi pur essendo secondo. Male, peggio, Valentino Rossi, solo nono e a un secondo e 4 decimi e con poche chance di pianificare un colpaccio, su una pista che non gradisce e che la Yamaha pare soffrire (Crutchlow, 4°, sarà consistente?), al pari delle Ducati di Hayden (ottavo) e Dovizioso (decimo). Spies al rientro sulla Ducati Pramac, dopo un lungo infortunio, è vittima di un high side e si lussa la spalla sinistra. In tv. Gare: Moto3 17, Moto2 18.20, MotoGp 20. Classifica MotoGp: Marquez 163, Pedrosa 147, Lorenzo 137, Rossi 117, Crutchlow 116.

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