federica-pellegriniI contributi federali a pioggia contenuti nella delibera estiva a valenza quadriennale, provocano polemiche, suscitano reazioni forti e tirano direttamente dentro la querelle, le grandi protagoniste dei Mondiali di Roma 2009: Federica Pellegrini (2 ori e 3 record del mondo) e Alessia Filippi (1 oro e 1 bronzo). A Fede, attraverso il suo club Aniene, viene riconosciuto un premio di 3000 euro, ad Alessia, via Aurelia, viene assegnato un premio di 20.000 euro. Va specificato che alle due erano già stati elargiti i premi in denaro per le medaglie, ma il trattamento economico così sbilanciato ha fatto scattare via Twitter l’immediata protesta di Fede, al rientro dalla vacanza in Sardegna: «Sono felice che sia ufficiale. Mi spiegheranno anche perché. Questo è quello che ho guadagnato vincendo 2 ori con 3 record del mondo in una sola edizione. Fate voi. Non mi lamento dei soldi…assolutamente…ma sono arrabbiata per la differenza di trattamento, Alessia era allenata da un tecnico federale». Fede si allenava con Alberto Castagnetti al centro federale di Verona, dove l’affitto dell’appartamento era e il alvoro del fisioterapista Marco Morelli era spese del suo club; Alessia si appoggiava prevalentemente all’Acquacetosa di Roma dove la seguiva l’attuale c.t. Cesare Butini. Discriminata In sostanza, Fede si è sentita economicamente discriminata per gli introiti inferiori al suo club (che è anche quello del neo presidente Coni, Giovanni Malagò) rispetto a quelli assegnati al club di Alessia (gestito dalla famiglia del presidente federale Paolo Barelli), con il quale, curiosamente, ha poi rotto dal 2010 perché non pagata, tanto da avviare un arbitrato per mancati stipendi di 140.000 euro. I 20.000 rientrano anche per consentire al club di pagare l’ex iridata? Su questo aspetto interviene proprio l’argento olimpico di Pechino: «Ho chiamato la Fin per avere informazioni fa la Filippi ma a parte i soldi dei premi già ricevuti noi non prenderemo un euro perché le società non li girano a noi. Non sono la cocca di nessuno, e siamo tutte uguali. L’arbitrato? Non cambia nulla per me, si tratta di due vicende differenti ». Reazioni Il direttore generale dell’Aniene, Gianni Nagni, osserva: «Se fosse così, sarebbe grave, non vogliamo fare polemiche perché non abbiamo visto la delibera,mami auguro ci sia stata trasparenza, non vogliamo preferenze ma gradiremmo sapere i criteri scelti. Noi siamo la prima società e abbiamo ottenuto nel 2009 solo 12.000 euro, l’Aurelia 64.000». Allontana ogni sospetto di favoritismo il presidente della federnuoto: «Se la Filippi reclama qualcosa c’è una giustizia civile e sportiva, io non mi occupo di arbitrato, e sono super tranquillo perché i contributi sono stati deliberati secondo un criterio meritocratico ed oggettivo. Non ci sono segreti, e per l’alto livello i criteri di assegnazione dei contributi dipendono dalla presenza nei centri federali, nei gruppi militari e dai nuotatori non militari che gravano di più sui club. Nessuno vuole mischiare le carte, i premi sono uguali per tutti, quella delibera non è riferita agli atleti e non usiamo due pesi e due misure, non abbiamo figli e figliastri. In totale Federica ha preso 120.000 euro. E’ tutto chiaro e non prendo in giro 1000 società».Mail presidente del Recco, Angiolino Barreca protesta perché ha vinto tutto e non ha ricevuto nulla, al contrario dell’Ortigia retrocessa ma premiata per aver ospitato collegiali ed eventi: «E da quando Barelli è a capo della Len stranamente ci ha ridotto del 50% i contributi di 60.000 euro. Ora gli ho chiesto 100.000 euro perché gestiamo mezzo Settebello, anche noi facciamo attività e vinciamo. Siamo un po’ stanchi di quest’andazzo, e il nuoto è privilegiato ». Parametri Contributi ordinari (in base a classifiche per società e trasferte), contributi e borse di studio agli atleti e contributi straordinari come questi stanziati dopo i Mondiali di Barcellona: su 3 categorie, fasce e parametri, avviene la ripartizione annuale. «Imbrogliare è un retropensiero, non ci sono trattamenti diversi per Fede chiosa Barelli . Noi andiamo incontro alle esigenze delle società».

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