A volte i divorzi arrivano quando non te li aspetti più. Come quello di Michael Douglas e Catherine Zeta-Jones, nonostante siano stati avvistati insieme di recente nel corso di una vacanza a Positano. Definiti coppia esemplare e stabile, soprattutto dopo la guarigione di lui dal cancro alla gola, entrambi dediti a casa, famiglia e figli. Oltre al lavoro, naturalmente, tanto che era Michael stesso a dichiarare di occuparsi volentieri dei bambini quando Catherine era in giro per il mondo su qualche set.

Cito a conferma la descrizione dei due (telefonica, da Los Angeles) che a volte mi faceva l’amica Jo Champa, attrice italoamericana, oggi produttrice tv, che aveva sposato il celebre Joseph Farell, uno degli uomini più potenti di Hollywood (era lui a «testare» le possibilità di successo di un film, se indicava pollice verso stile Nerone, nessuna salvezza, il film poteva anche finire nel cestino senza neppure uscire). «Sai», raccontava Jo,«stasera ci sono a cena da noi Catherine e Michael (vicini di casa, ville confinanti a Bel Air, ndr).

Non faremo molto tardi perché ci sono anche i bambini, Dylan Michael e Carys Zeta. Sono una coppia incredibile, non ho mai visto un matrimonio così felice ad Hollywood, qui due non si lasceranno mai». Infatti, che carini, avevano persino «aggiunto » i loro nomi al maschietto e alla bambina, sapete come accade quando si è molto innamorati, si ha tanta voglia di tramandare se stessi al mondo intero, ipotizzando il «senza fine», amore eterno, da replicarsi perfino nel nome dei figli. E invece, nel 2013 (quasi tredici anni dopo il loro matrimonio, dev’essere un numero infausto per la coppia), Michael e Catherine (nati lo stesso giorno, il 25 settembre, ma lui ne compirà 69 e lei 44) scivolano verso il divorzio.

Forse l’unione è durata sin troppo a lungo, quando si sposarono molti non avrebbero scommesso sulla continuità. Un abisso, fra loro, anche se Catherine aveva già raggiunto la notorietà, dopo aver interpretato la moglie di Zorro (alias Antonio Banderas) ed essere stata la partner di Sean Connery in Entrapment (allora si parlò di flirt tra i due, sottolineando l’inclinazione dell’attrice per i «vecchioni»). Infatti Michael era considerato una sorta di principe di Hollywood, figlio di cotanto Kirk, l’immortale Spartacus, dal quale aveva ereditato, compiacente il dna, la mitica fossetta nel mento, indice di irresistibile seduzione. Catherine invece aveva ereditato dalla semplice famiglia d’origine (Galles meridionale), soltanto il curioso nome di una bisnonna, Zeta (pare ispirato a una nave) e molta furbizia. Infatti le nozze, Catherine era incinta di otto mesi, celebrate al Plaza di New York, furono precedute da un contratto ferreo, che oggi farà sborsare a Michael un prezzo della libertà da 300 milioni di dollari, dominando così la top ten nella storia dei divorzi più salati.

Ma lo si sapeva già allora, che Catherine Zeta (altro che nome da nave, la signora è un incrociatore lanciamissili) avrebbe avuto diritto a un «indennizzo » per ogni anno trascorso insieme. Più o meno lo stile di Jacqueline Bouvier ex Kennedy, che, per concedersi ad Aristotele Onassis, fece metter nero su bianco persino il numero preventivato degli amplessi. Pare che a lui resteranno i regali di nozze (vasi cinesi, argenti inutilizzabili?). Tutti a chiedersi la motivazione reale. Forse sarà l’infelice uscita di Michael, incline agli outing (dopo Basic Instict e Attrazione fatale, bollenti incontri ravvicinati con Sharon Stone e Glenn Close), tipo confessare di essere stato in una clinica per «disintossicarsi» dal sesso, e poi raccontare di aver contratto il cancro per abuso di sesso orale, colpa del Papilloma virus. Cose che possono accadere, confermano alcuni medici, per eccesso di una golosità vietata ai minori. E se il lupo stesse perdendo il pelo ma non il vizio, magari extra letto coniugale? Pensa e ripensa, a volte nei rapporti con il marito si rimugina per anni, assorbi oggi, inghiotti domani, alla fine scoppi.

E pensare che Catherine ce l’aveva fatta, a salire alla pari con i mitici Douglas i gradini della fama, nessun motivo di complessi: se Michael aveva avuto come partner le più belle star di Hollywood, lei aveva recitato con gli irresistibili, da George Clooney a Brad Pitt. Se lui aveva vinto l’Oscar con Wall Street nel ruolo di Gordon Gekko, lei aveva pareggiato vincendo la statuetta con Chicago, dove ballava fianco a fianco di Richard Gere. E se invece il divorzio lo avesse chiesto lui perché non sopportava più il maniacale bipolarismo di lei? Nella fine di un matrimonio, la colpa non è mai soltanto di uno dei due.

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