Robbie-WilliamsQuaranta gradi all’ombra del pop raffinato e malandrino di Robbie Williams. Il teatro diSanSiro chiude stasera con il botto il cartellone dei grandi concerti estivi chehannofatto registrare ottimi incassi: dopo Jovanotti (sold-out la prima data, benino la seconda), e dopo Bon Jovi, Negramaro e Depeche Mode (40.000 biglietti di media venduti per questi tre show), piomberà nell’afa dello stadio milanese quel furbacchione di Robbie per l’unica data italiana delTake the crown Tour 2013. «Take the crown» significa «riprenditi la corona» e pare quasi un invito che Robbie Williams sta facendo a se stesso per tornare il re del pop. Le prevendite sono andate benone anche per l’ex bad-boy che sta vivendo un rapporto di odio-amore con la sua band storica. Il compagno di Take That, Mark Owen, nei giorni scorsi ha tranquillizzato i fan: «Siamo vivi. E torneremo presto in studio per registrare un nuovo album. Con Robbie, ovviamente ». In attesa di rientrare nella band, Williams ha ottenuto un buon successo con l’album da solista Take the crowne ha girato il mondo in tour. «I miei eredi? Michael Bublé, Bruno Mars e Justin Timberlake. Chris Martin e Coldplay hanno il dono dellamelodiamanon sonopopstar. Io, da solo, controllo uno stadio come quello di San Siro per due ore. Chi altropuòfarlo? », ha sibilato con tracotanza alla vigilia dello show di Milano. Il concerto inizierà secondo lo stile consueto di Williams che si calerà sul palco con una carrucola sulle note di Hey how yeah yeah e Let me entertain you. La scenografia, che riprende la copertina del disco, mostrerà l’enorme volto del cantante scolpito sullo sfondo, come unaspecie diMonte Rushmorein versione pop. La scaletta è antologica: dall’album Take the crown sono stati scelti i singoli Candy,Different eBe a boy. Tra i successi che hanno costellato il percorso del cantante troviamo invece Bodies, Rock Dj, Come undone e l’im – mancabile Angels, dedicata alla piccola Theodora, di due mesi, avuta dalla moglie Ayda. C’è anche spazio per un paio di cover di Cab Calloway e Lou Reed e per una piccola concessione al periodo Take That con Everything Changes, hit del 1993. Il blitz milanese di Robbie giunge in un momento delicato per il cantante: durante la tappa svedese del Take the crown Tour, colpito da una fan prosperosa assai tra il pubblico, l’ha invitata sul palco e le ha autografato il… sedere! Attimo folle e goliardico che ha un po’ rasserenato l’animo del Take That, stravolto dalla corrosiva polemica che lo vede protagonista sui tabloid inglesi. Una triste storia di piccate gelosie tra star. Il soggetto del contendere è Liam Gallagher, ex leader degli Oasis e attuale front-man dei Beady Eye. Riassumiamo brevemente la squallida vicenda: tutto era cominciato una ventina di giorni fa quando l’isterico Liam, in procinto di sostenere un concerto in un piccolo club di Burnage, si era accorto che radio e giornali del posto avevano dedicato tutte le loro attenzioni allo show che Williams avrebbe tenuto, nelle stesse ore, allo stadio. Mille i biglietti venduti per l’esibizio – ne di Gallagher contro i 60.000 venduti per il più celebre Take That. «I miei Beady Eye sono una live band in tutto e per tutto, ma alla fine le stronzate hanno avuto la meglio», aveva tuonato Liam. «Dovremmo suonare noi per tre sere di fila allo stadio, non quel fottuto ciccione idiota di Williams. Che, tra l’altro, potrebbe essere un pagliaccio qualsiasi». Sottile la replica di Robbie, proprio alla vigilia del suo arrivo a Milano: «Le canzoni dei Beady Eye suonano benino… Cenesono un paiochesarebbero ottime se soltanto avessero un ritornello. Flick of the finger è quasi un grande pezzo. E anche Start anew lo sarebbe se soltanto avesse un refrain ». Una perfidia nei confronti di Liam, accusato di non saper comporre buone canzoni. Carenza dovuta – e qui Williams ha deliberatamente toccato un nervo scoperto del rivale – all’assenza del maggiore dei Gallagher, Noel, durante la fase creativa. Il modo peggiore per affondare il colpo visto che Liam, sotto sotto, da quando ha sciolto gli Oasis, soffre come una bestia la dipendenza artistica dal fratello. Robbie lo sapeva bene. E ha affondato chirurgicamente il coltello assicurando materiale piccante ai tabloid. Altro che Angel.

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