ferando alonsoFernando Alonso oggi compie 32 anni. Il regalo se lo è già scelto da solo: «Vorrei una macchina veloce come quella degli altri». Un desiderio legittimo, considerando che la Ferrari vista in Ungheria è più lenta di Mercedes, Red Bull e Lotus. Non è più la seconda forza del mondiale. E’ la quarta. Invece di migliorare come un buon vino è diventata aceto. L’introduzione delle nuove gomme Pirelli, quelle che a Maranello proprio non volevano (e si capisce perché) le ha dato il colpo di grazia. Adesso non solo è lenta in qualifica, non regge più il passo neppure in gara. A Budapest Alonso ha avuto fortuna a piazzarsi quinto grazie ai guai di Rosberg e agli errori di Grosjean. La sua Ferrari ieri valeva il settimo posto… A metà campionato la situazione si è complicata. In classifica Fernando ha 39 punti di distacco da Vettel (ma in mezzo ora c’è anche Raikkonen). Un anno fa, dopo Budapest, aveva 40 punti di vantaggio su Webber e 42 su Vettel, poi sappiamo come è andata finire. Se l’aritmetica concede più di una chance, il buon senso suggerisce di andarci molto cauti. Il mondiale ormai non è più una corsa a due. In mezzo ci sono pure la Lotus e soprattutto la Mercedes che, risolti i problemi di degrado eccessivo delle gomme, diventa una candidata serissima al titolo, in virtù anche delle sue prestazioni in qualifica (7 pole in 10 gare). Recuperare quando gli avversari si moltiplicano diventa difficile, anche se avere degli avversari che si rubano punti a vicenda potrebbe aiutare…. «Se vinci tre o quattro gare di fila i distacchi con il leader vanno giù rapidamente, è quello il nostro obiettivo», suggerisce Alonso. Il problema è che per vincere tre quattro gare di fila, oggi come oggi, avrebbe davvero bisogno che gli regalassero una macchina veloce come quella dei suoi avversari, una macchina diversa dalla Ferrari che sta guidando. Lui di suo in gara dà sempre più del 100%. In qualifica no, ma la sua media pole non è mai stata al livello di quella dei più grandi (22 su 206 gare= 10,67%). Fuori dalla pista neppure. Considerando le difficoltà che la Ferrari si aspettava con l’introduzione delle nuove Pirelli al kevlar era davvero necessario disertare i test di Silverstone? E’ vero che a Budapest sono andati benissimo Hamilton e Raikkonen che quei test non li hanno fatti, ma la Red Bull che temeva le gomme ha lavorato con Vettel e i risultati si sono visti. La Ferrari è la squadra che è stata messa più in difficoltà dalle gomme più resistenti: perché non farci lavorare in pista il suo pilota titolare? E poi dichiarazioni come quella di ieri a Sky tedesca («Vorrei in regalo una macchina veloce come quella degli altri ») era proprio indispensabile? Rispecchia la verità, d’accordo. Ma anche Prost non giocò troppo di fantasia quando nel ‘91 disse «Questa Ferrari si guida come un camion», eppure fu licenziato. Con questo non si vuole dire che il problema della Ferrari sia Alonso, anzi Fernando è un pilota che dà al Cavallino un valore aggiunto. Il problema della Ferrari è una macchina nata per un certo tipo di gomme e incapace di adeguarsi (come invece ha fatto la Lotus) e di migliorare gara dopo gara. Lo stesso problema di sviluppo di un anno fa. E’ su questo che si deve lavorare. Con tutte le risorse possibili. Pilota compreso.

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