Non accennano a raffreddarsi i prezzi dei carburanti alla pompa. Dopo una tregua durata alcuni giorni, giovedì i listini sono tornati a salire. La prima compagnia ad applicare gli aumenti è stata l’Eni che ha aumentato sia la verde sia il diesel di un centesimo e mezzo. Si sono accodate Esso e Shell, sempre due giorni fa, rispettivamente con rincari dimezzo centesimo e di un cent per benzina e gasolio. Ieri è stata la volta delle altre insegne con ritocchi che vanno dal mezzo centesimo di Ip al centesimo e mezzo di Total Erg. I prezzi medi su tutta la rete sono saliti così a 1,845 euro al litro per la verde e 1,741 per il diesel con punte massime di 1,865 per la benzina e 1,748 per il gasolio. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. «Non esiste alcun effetto Egitto sui prezzi dei carburanti ed i rialzi dei listini di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni in Italia sono del tutto ingiustificati», afferma il Codacons in una nota, che rincara la dose: «I carburanti venduti oggi presso i distributori italiani sono stati acquistati mesi fa dallecompagnie petrolifere, quando cioè non esisteva alcuna agitazione politica e sociale in Egitto tale da avere ripercussioni sulle quotazioni del petrolio». «È evidente», aggiunge il Codacons, «che la situazione egiziana non possa in alcun modo far sentire oggi i suoi effetti sui listini della benzina in Italia, perchè i prodotti venduti sono stati acquistati a prezzi inferiori nei mesi precedenti alla crisi del paese, e qualsiasi rincaro alla pompa rischia di configurare una speculazione a danno degli automobilisti». L’as – sociazione consumeristica fa sapere di aver inviato ieri un esposto alle Procure della Repubblica di Roma e Milano e all’Antitrust, chiedendo di «utilizzare ogni strumento investigativo consentito per accertare se siano ravvisabili responsabilità penalmente rilevanti quali il reato di truffa aggravata o aggiotaggio». Il Codacons chiama in causa, oltre ai petrolieri, anche le Authority. Le verifiche richieste alle procure, infatti, riguardano anche «soggetti addetti all’at – tività di controllo e sorveglianza». Non si è fatta attendere la risposta delle compagnie. «I prezzi dei carburanti in Italia», ha spiegato Alessandro Gilotti, presidente dell’Unione Petrolifera, «seguono l’evoluzione dei mercati internazionali, tornati a crescere nell’ultima settimana per un totale di oltre 3 centesimi di euro al litro, a causa delle tensioni internazionali e per un deciso deprezzamento dell’euro sul dollaro che da solo vale 1,2 centesimi ». «Una situazione», aggiunge il numero uno dei petrolieri, «confermata dall’ultima rilevazione della Commissione europea sul differenziale tra il prezzo industriale italiano e quello europeo, che e si mantiene su livelli molto bassi, con un sostanziale allineamento del nostro prezzo industriale, tasse escluse, a quello degli altri paesi europei». I gestori degli impiantisonomoderatamente ottimisti per l’immediato futuro. La Figisc Confcommercio per i prossimi giorni prevede una sostanziale stabilità dei prezzi. «In una settimana la quotazione della benzina è aumentata di 2,3 cent al litro, con forti spinte al rialzo – spiega Maurizio Micheli, presidente della Figisc, «ma a meno di drastiche variazioni nelle quotazioni internazionali ci sono le condizioni per avere prezzi stabili nei prossimi giorni». Intanto i gestori hanno confermato lo sciopero indetto per tutti gli impianti autostradali. La chiusira inizierà alle ore 22 del 16 luglio e si concluderà alle 6 del 19.

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