Se fosse una canzone, accennerebbero ad un ritornello di Battisti: balla Linda…La componente musicale ha la sua rilevanza nel nuoto sincronizzato, che tuttavia non ha la leggerezza di una canzone e ha le sembianze di un ballo; i sorrisi fanno parte degli aspetti coreograficoartistici ma non bastano comunque ad evidenziare i sacrifici sostenuti da una reginettasincronetta. Linda Cerruti è l’ultimo astro azzurro: ha 20 anni, è savonese e non si monta la testa, non assume atteggiamenti da diva: cresce di anno in anno per imporsi. «Serve tantissima esperienza: due anni fa gareggiai anche con la febbre a Shanghai, un anno fa cominciai a capire andando in molte gare all’estero come ci si confronta con le più forti ed in un anno in cui avevo gli esami di maturità; adesso alle Universiadi è stato proprio bello salire su un podio mondiale ». Cambi Due anni dopo il primo Mondiale, conferma Linda, «è cambiato tutto, a partire da allenamenti più duri e completi ». Ora c’è da affrontare a casa loro le spagnole come la Carbonell ma lei è sempre «meno timorosa, ora posso dedicarmi a tempo pieno al sincro». L’hanno coinvolta in un reality a sfondo sportivo ma «la vita privata la tengo per me». Per ora pensa a migliorare tecnicamente, «più velocemente rispetto all’espressività: slinda_cerrutiono anche andata a fare anche un corso di mimica». Linda sta diventando l’immagine di uno sport che in passato ha avuto altre grandi interpreti come Giovanna Burlando, Lorena Zaffalon e Beatrice Adelizzi: «Io rappresento il made in Italy? Diciamo che sono un po’ la sintesi di tante scuole e culture, visto che ho anche un’allenatrice russa e una giapponese. Lo stile spagnolo mi piace, ma io sono Linda ». Introversa Quella ragazza un po’ introversa, convinta un giorno da Patrizia Giallombardo a non disperdere il suo talento in uno sport che chiede tanto impegno e rinunce, non consente grandi guadagni e offre una ribalta importante solo una volta l’anno: «L’Olimpiade di Rio? E’ ancora lontana, sì bisogna resistere perché non basta a volte la passione, molte ragazze smettono presto, si va avanti con la forza dei risultati ». Lei infatti reggerà la scena perché è nata per colpire, per essere «al centro dell’attenzione in acqua, io da sola e tutto intorno il pubblico, lì cerco di esaltarmi». Lo fa anche con Costanza Ferro con la quale gareggia nel Duo dagli anni nelle giovanili, e lo farà con la squadra azzurra. Com’è la vita di una sincronetta? «Certo, non vivo come una ventenne normale, ma quando ho tempo libero me lo godo fino in fondo, ed anch’io ogni tanto vado in discoteca… Rinunce? Tante e tutti i giorni, ma anche nessuna in particolare che mi faccia stare male. Mi piace questo sport, e voglio solo far bene». In che modo? «Perché voglio far vedere qualcosa, trasmettere emozioni: tu piccola e sola in acqua con tutti quegli occhi addosso! ». Poi finito l’esercizio rientra nella routine quotidiana,ma su una cosa è sicura: «Non sono un tipo che ama fare le bizze, cerco di prendermi delle soddisfazioni per andare avanti. Io leader del futuro? Non ci penso più di tanto: certi gradi dipendono solo dai risultati. Voglio solo far vedere in acqua che sono io».

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