Di solito BretignysurOrge è un cantuccio tranquillo a una ventina di chilometri dal rumore della metropoli. Eppure ieri lì, nel dipartimento dell’Essonne, l’urlo è stato fragoroso: un intercity, il numero 3657 in viaggio da Parigi a Limoges, è deragliato alle 17,15. La stazione cittadina non era tra le fermate previste,mapare che il treno sia entrato a grande velocità e poi si sia inclinato su un lato, abbattendo parte della pensilina e dei fili elettrici. Si è addirittura spezzato in due tronconi: una parte del convoglio ha continuato la corsa, mentre gli ultimi quattro (dei sette) vagoni si sono rovesciati, proseguendo la traiettoria per alcuni metri. A bordo c’erano 385 persone e il bilancio è davvero doloroso: vista anche la difficoltà di raggiungere alcuni angoli accartocciati, il numero ufficiale delle vittime è cambiato più volte e solo dopo ore s’è fermato a 6. Non bastasse, 9 feriti molti gravi e tantissimi altri in condizioni meno preoccupanti. Molta gente è rimasta incagliata nelle lamiere e sul posto 50 tra agenti e pompieri hanno lavorato sodo per salvare più vite possibili. E tutti gli ospedali della regione sono rimasti a lungo in stato di allarme: rinviati tutti gli interventi non urgenti per rendere disponibili medici e sale operatorie in quantità. Cause oscure La prima ipotesi circolata a caldo sulla causa del deragliamento sarebbe quella di un problema a uno scambio all’ingresso della stazione, dato che nell’area erano recentemente stati fatti lavori proprio dopo la segnalazione di un malfunzionamento. L’ha rivelato il sito del quotidiano Le Parisien, ma mancano ancora conferme ufficiali. E per capire qualcosa in più sono state aperte addirittura tre inchieste, una dalla giustizia francese, una dal ministero dei Trasporti e una dalle ferrovie Sncf. A RetignysurOrge si è catapultato pure il presidente francese, François Hollande, che ha incontrato alcuni dei feriti. Con lui pure il presidente della regione IledeFrance, JeanPaul Huchon, e il ministro del Trasporti, Frederic Cuvillier. Ma l’ad della Sncf, Guillaume Pepy, è stato il primo ad arrivare e, di fronte a quell’intreccio terribile di lamiere, è riuscito soltanto a dire: «È una tragedia per la Francia».

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