I mesi passano, ma il sito incriminato gode di ottima salute. E probabilmente fa anche buoni affari. Non cambia denominazione, si burla di eventuali rappresaglie e mostra in bella vista articoli di vario genere freschi di doloso furto. Stiamo parlando del portale ucraino proday2kalesa.com, leader europeo nella rivendita di mezzi o accessori appena rapinati. Da qualche tempo si leggono online disperati post di proprietari di moto, auto ma soprattutto bici, che ritrovano il proprio veicolo sottratto in offerta sul web, fotografato nei minimi particolari e alla mercé del miglior compratore. Giungono proteste da Bergamo, Modena, l’ultima in ordine cronologico da Milano. Ecco la storia. Circa due settimane fa un ciclista meneghino scende in garage, fiducioso di saltare in sella per un pedalata pomeridiana. Ma una mano esperta ha fatto sparire la sua adorata due ruote. Non un semplice esemplare da passeggio, bensì la mitica Olimpia in fibra di carbonio, quotazione attuale oltre 2mila euro. Corre al primo commissariato per denunciare la scomparsa. Passano pochi giorni e il destino vuole che il signore veda, strabuzzando gli occhi, la sua superleggera in cerca di acquirenti sulla solita pagina ucraina di annunci internet. Dalle immagini, assai dettagliate, riesce addirittura a scorgere alcune modifiche che lui stesso aveva apportato al modello originale. Lo sconcerto si trasforma in rabbia quando dalla polizia postale ottiene come lapidaria risposta che rimane possibile procedere con l’integrazione della denuncia ma, essendo il dominio del portale registrato a Kiev, la pratica ammuffirà in archivio. In sostanza, la situazione fa i conti con la realtà di una rogatoria internazionale molto labile. Punire i colpevoli è quasi impossibile. In teoria la speranza esiste, in pratica no, considerando che per i casi di semplice furto l’in – tervento della giustizia diventa un optional. Dopo la querela alle forze dell’ordine, il verbale passa sulle scrivanie della Procura, che solitamente archivia al motto di «per una bici non vale la pena». Il fenomeno di furti di due ruote è ormai così frequente da far sorgere comitati sul web capaci di proferire consigli a iosa. Se il modello scomparso è basico bisogna provare a consultare siti italiani di annunci commerciali, ma se l’esemplare rubato è de luxe avrà sicuramente preso la via dell’Est. Sconfortante l’ammissione finale: «In caso di ritrovamento dell’oggetto sul noto sito ucraino, ancora oggi non è semplice procedere per riuscire a recuperarlo mediante l’intervento delle forze dell’ordine». Più chiaro di così.

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