Amici sportivi, Antonio Conte è tornato, più carico che mai. C’è stata infatti ieri la prima conferenza stampa della stagione 2013/2014 del tecnico juventino, prima di partire oggi, come da tradizione, per Chatillon, sede valdostana del ritiro estivo bianconero. Le prime parole dell’allenatore non potevano altro essere che sui recenti acquisti, un mercato che Conte applaude, considerati anche i tempi di crisi economica: «Abbiamo fatto qualcosa di straordinario perché abbiamo aumentato la qualità dell’attacco spendendo solo nove milioni». Ovviamente intende gli arrivi di Llorente e Tevez, il primo giunto a parametro zero dall’Atletic Bilbao, il secondo a soli 9 milioni dal Manchester City appunto. Riguardo al numero 10 dato all’Apache, Conte non sembra preoccupato: «Non è il numero che conta, ma quello che farà dentro e fuori dal campo », volendo in qualche modo tranquillizzare i tifosi scettici di questa scelta della dirigenza, visto che fino a due anni fa era sulle spalle dell’ex capitano Alessandro Del Piero. Il tecnico aggiunge anche che «Tevez mi ha colpito per la fame di vittoria, la sua determinazione e la sua cattiveria agonistica». Il mister chiude poi ogni spazio a Jovetic: «Stevan ha un prezzo elevato e giustificato. Ha un grande talento che può crescere ancora, ma è inevitabile che andrà nella squadra che ha questi soldi da spendere, quindi lascerà l’Italia». I riferimenti sono per il Manchester City e United e ai 30 milioni chiesti dai Della Valle. Giaccherini è ormai ufficialmente del Sunderland, ma Conte si dice dispiaciuto: «Sacrificio doloroso, non sono felice». Sulle possibili rivali per lo scudetto teme l’Inter, che secondo lui ha un’ottima rosa, il Milan (che da quando ha Balotelli è cambiata), e soprattutto la Fiorentina che «sta dimostrando di essere tutt’altro che una provinciale con l’ingaggio di Mario Gomez». Fa gli elogi anche al Napoli per aver riportato Benitez in Italia. Nonostante abbia vinto gli ultimi campionati in Italia, Conte dichiara: «Il passato per me non conta, conta il presente e il futuro». È «agghiacciante» la sua tenacia.

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