Stefano Mauri addio al calcio. La solita faccenda: arriva l’estate e scoppia il casino. Dal 2006 è praticamente una costante. E una volta è Calciopoli e quell’altra è Scommessopoli. In questo caso siamo al paradosso totale: un giocatore finito in carcere un anno fa per faccende che di sportivo hanno molto poco (otto giorni di custodia cautelare dal 28 maggio al 4 giugno 2012), che gioca tutto l’anno, indossa la fascia di capitano di un club più che glorioso, colleziona 36 presenze con 4 gol, vince la Coppa Italia contro la Roma e, a campionato archiviato, viene deferito come se niente fosse. Ora, non viviamo nel mondo dei Mini Pony, sappiamo bene che la giustizia ha bisogno di tempo, sappiamo anche che Palazzi fa il possibile per rispettare protocollo e scadenze. Certo fa specie pensare che per una stagione intera gli avversari della Lazio si sono scontrati con un giocatore che molto probabilmente sarà squalificato per parecchio tempo. Con un po’ di buonsenso tutta questa faccenda si poteva evitare. Ma il buonsenso non gioca in serie A.

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