Lo ha salvato ancora una volta l’affetto dei tifosi, quello che non è mai mancato a Paul Gascoigne. Ma che non è mai bastato a «Gazza» per uscire dal tunnel dell’alcolismo. Dopo un periodo positivo seguito alla disintossicazione negli Usa, ecco in pochi giorni la ricaduta fragorosa dell’ex idolo d’In – ghilterra. L’attaccante di Lazio, Tottenham e Newcastle è stato soccorso lunedì sera davanti a un albergo nel centro di Londra. Steso al suolo, confuso e rantolante, Gascoigne era stato appena cacciato dall’hotel perché in evidente stato di ubriachezza. Ad avvicinarlo sono stati alcuni tifosi a cui Paul ha teso il proprio telefonino: «Telefonate a Sheryl, voglio parlare con Sheryl», avrebbe chiesto l’ex giocatore secondo la ricostruzione del «Daily Mirror». Sheryl è l’ex moglie, aggredita dall’ex calciatore della Lazio solo tre giorni fa in una stagione ferroviaria. Un episodio che gli era costato una notte in cella e il pagamento di una cauzione. «Si reggeva sulle stampelle ma non riusciva a stare in piedi», il racconto di un testimone, «piangeva, poi è crollato a terra. Aveva i vestiti sporchi e due bottiglie di gin in tasca». Gazza sembra dunque essersi arreso di nuovo all’alcol, un problema che lo accompagna – insieme con i problemi di instabilità mentale – fin dalla fine del ’98. Cioè dal periodo del burrascoso divorzio con l’ex moglie. Dopo sei anni di fidanzamento – e, sembra, tante percosse – i due si erano sposati nel ’96 poco prima della nascita del loro primo figlio. Dalla fine del matrimonio Gascoigne ha rimbalzato spesso tra celle e ospedali, in particolare dopo aver perso l’ultimo lavoro nel 2005, licenziato dal Kettering Town dopo trentanove giorni di lavoro passati in panchina… ubriaco…

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