Nasce a Reggio Emilia una «casa» per i giocatori d’azzardo. La prima in Italia. L’ini – ziativa lodevole è stata fortemente voluta dal centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con la regione Emilia Romagna. Pluto, questo il titolo della struttura che rievoca ilnomedel dio danaro, sarà aperta 365 giorni l’anno. Coloro che volessero guarire dalla mania compulsiva del gioco potranno chiedere aiuto agli specialisti che opereranno all’interno della casa. «Da tempo ci occupiamo di gioco d’azzardo e di persone che spesso si rovinano la vita a causa di esso», ci spiega Matteo Iori, presidente dell’associa – zione onlus fondata nel 1977 da Don Ercole Artoni. Prosegue Iori: «L’iniziativa prende concretezza a Reggio Emilia perché la nostraassociazione operasul territorio emiliano ormai da anni, ma ci auguriamo possa essere un punto di riferimento non solo per la gente del posto». Plutoha l’obiettivo di dare una mano a chi vuole uscire dal tunnel del gioco «lavoreremo in collaborazione con la Ausl del territorio che ci manderà i pazienti. Noi da 13 anni interveniamo sulla dipendenza dal gioco d’azzardo e questo ci ha portato ad avere a carico oltre 700 giocatori nei nostri 5 gruppi settimanali», racconta ancora il presidente del centro sociale Giovanni XXIII. «I ricoveri saranno brevi e personalizzati (da due settimane a tre mesi) e anche il numero dei pazienti che la struttura può ospitare è al momento abbastanza contenuto (dovrebbero essere 5/6 alla volta).Le terapie consisteranno in test diagnostici specifici e colloqui individuali», racconta UmbertoCaroni, responsabile dell’Azzardo Point dell’associazione. Non c’è una ricetta, ogni persona sarà curata insomma secondo il proprio bisogno. Conclude Iori: «Il fine di tuttoquestoèpermettere allepersonediessere accolte in un luogo piacevole e tranquillo, perriappropriarsi delle propriecompetenze relazionali, recuperare i propri rapporti affettivi e riottenere l’equilibrio e la lucidità persi con il gioco d’azzardo». La ludopatia è infatti una delle piaghe della società moderna. L’82 per cento della popolazione del Belpaese dichiara di essere un giocatore piùomenoaccanito. Nonsonopochi quelli che tra slot machine e dispositivi vari spendono tutto quello che hanno in tasca e – spesso e volentieri – anche di più, trascinando nel baratro intere famiglie.

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