Fotomodel Nadine in a self cropped jeans shorts (hot pants)L’estate 2013 sarà ricordata come quella in mutande, soprattutto in senso economico-politico. E guarda caso, è il trionfo degli hot pants, pantaloncini bollenti dilaganti nelle metropoli, di ogni tessuto, dal cotone alla preziosa seta, onde non provocare la facile battuta «siamo tutte e tutti (in omaggio alle pari opportunità ci sono anche le versioni maschili) in braghe di tela». Ovunque pantaloncini sgambatissimi, inguinali. Si registrano entusiasmi, ma anche qualche brivido di raccapriccio. Infatti, quando li indossa Belen andando in giro a impiantar telefoni, uomini e donne strabuzzano gli occhi, i primi per choc erotico, le seconde per depressione invidiosa. Ma quando li esibiscono le coatte da suburra, che pena, è lo sfacelo della grande bellezza, per dirla con un titolo alla Paolo Sorrentino. Gambone e gambette, natiche che si affacciano minacciose dal tessuto, quasi tentassero lo sfondamento della linea gotica: ma perché le fanciulle non si rendono conto che in certi casi seguire la moda è come inneggiare al suicidio? Oltre all’estetica, dilagano anche le accuse di provocazione, e vari sermoni sul fatto che, se in autobus o altro luogo pubblico ti ritrovi palpeggiata, un po’te la sei cercata. È indubbio che ogni donna dovrebbe poter circolare liberamente conciata come le pare, ma purtroppo è anche vero che è inutile pretendere rispetto e cervello da chi non ce l’ha. Secondo noi il buon senso e il buon gusto, a seconda di luoghi e situazioni, andrebbero sempre e comunque usati, anche a tutela di se stesse. Fa comunque sorridere l’ingenua rivendicazione degli hot pants sbandierati oggi come novità: eplosero nel ’68 dopo la minigonna, anche la Bardot dell’era Gigi Rizzi li indossava, e già allora suscitavano discussioni. Nel ’73 (quarant’anni fa!), la pubblicità dei pantaloncini Jesus, con la scritta «Chi mi ama mi segua», firmata da Emanuele Pirella e Oliviero Toscani, provocò uno scandalo. Il sedere era quello della modella americana Donna Jordan, fidanzata di Toscani. La stroncatura più clamorosa venne da Pasolini che giudicò gli hot pants-jeans «l’annuncio della fine del mondo». E poi dicevano della borghesia bacchettona.

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