Mediaset è pronta a fare ricorso contro la sentenza della Corte di Giustizia Europea sui diritti tv per le partite di calcio che ha giudicato illegale la territorialità per questi diritti. Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, detta la linea il giorno dopo la sentenza che può rivoluzionare il calcio in tv: per la Corte infatti è lecito seguire le partite con smartcard e decoder di altri stati membri. Così ha accolto le ragioni della titolare di un piccolo pub di Portsmouth che usava decoder e scheda greca per far vedere ai suoi clienti le partite della Premier League. A parte il commento in greco, l’affare era vantaggioso: 800 sterline l’anno contro le 700 al mese se si fosse abbonata a Sky nel Regno Unito.

Ma sarà davvero rivoluzione per l’utente? Quanti compreranno decoder lettoni, ungheresi o slovacchi per vedere il calcio a prezzi ribassati? Le leghe calcistiche, a partire da quella italiana, ci stanno ragionando. Il presidente Maurizio Beretta a caldo immagina che la sentenza impatti più sul sistema inglese che su quello italiano. Quel che è certo è che i modi illegali di aggirare l’abbonamento alla pay tv sono di nicchia ma più vivi di quanto si creda. In principio fu la smartcard taroccata. Un sistema tutto sommato semplice e «accessibile» a molti, tanto che la pirateria fu uno dei crucci di Tele+ prima e Sky dopo. Fino al 2005 il sistema di codifica Seca che serviva a cifrare lo stream dvb (audio/video digitale in forma compressa) era facilmente aggirabile. Così Sky fece una grossa operazione per rendere più difficile violare i codici, inventando un nuovo sistema di codifica (Nds) passando ai decoder Nds, prodotti dalla stessa Sky. Fu un’operazione antipirateria non indifferente, perché la pay tv inviò, a proprie spese, agli abbonati un decoder Nds (un milione e mezzo di pezzi) e una smartcard Nds (un milione e 900 mila schede).

Codifica più sicura ma non impenetrabile. Per lo «smanettone» la soddisfazione di non pagare è pari a quella di aggirare un colosso delle telecomunicazioni. Così appare DreamBox, un decoder basato su tecnologia Linux dal costo di circa 500 euro. Il sistema è complicato, alla portata soprattutto dei nativi digitali, ma anche in questo caso scaricando i codici da internet si riesca a settare il proprio decoder in modo da accedere al pacchetto Sky (in meno di un anno si ammortizza il costo del decoder). Unico neo: ogni tanto le pay tv cambiano i codici di «encryption», ma il buco nero dura una massimo due settimane, il tempo di scoprire i nuovi codici e poi torna tutto chiaro.

Tranquilli. C’è anche il sistema per aggirare questo scocciatura. La soluzione è il card sharing, una pratica (illegale) attraverso la quale è possibile condividere un abbonamento a una pay tv tra più utenti attraverso internet, sottoscrivendo un solo abbonamento che poi viene smistato a «enne» clienti.

Ma per vedere gratis le partite di calcio il sistema illegale più diffuso è quello del live streaming attraverso siti internet, soprattutto giapponesi ma anche spagnoli. Dove è possibile seguire in diretta le partite del campionato di calcio anche in hd, anche con commento in italiano. L’accesso può essere a numero chiuso, perché la banda, a seconda dei siti, può supportare un certo numero di utenti. Ma nello stadio virtuale un posto a sedere smanettando si trova sempre.

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