La camicia scura di Tim Cook ha sostituito il girocollo nero di Steve Jobs, ma non è solo questione di look. Saranno i prossimi mesi a dire se Cook riuscirà a uscire dall’ombra lunghissima del fondatore dell’azienda di Cupertino, fuori causa per gravi motivi di salute. I concorrenti di Apple non riposano e per ora Cook, che ha fama di manager tenace e bravo a organizzare ma non ha certo il carisma magnetico di Jobs quando parla, ha debuttato senza il botto. Nella presentazione alla stampa alla sede di Cupertino, in California, non è apparso nessun iPhone 5. Ovvero nessun modello completamente nuovo e super futuristico, come speravano gli appassionati e come raccontavano i «rumors» del web. È arrivato invece un iPhone 4S, una versione aggiornata e migliorata del quarto Melafonino, quello uscito l’anno scorso, capace di diventare lo smartphone più venduto del pianeta.

Design identico, stesse finiture in vetro e metallo. I componenti interni però sono ampiamente rinnovati. Il processore A5 è un «dual core» (doppio nucleo) già all’interno dell’iPad 2, con potenza raddoppiata. Anche la Gpu, il chip che si occupa della grafica e che è fondamentale per i giochi, è potenziata: 7 volte più rapida. La memoria interna arriva a 64 gigabyte. La multimedialità fa un balzo avanti: foto a 8 Megapixel, con sensore che garantisce più nitidezza e colori più naturali, e video in Full Hd, pronti per i maxi televisori Lcd di ultima generazione. Riprogettata la parte telefonica, con due antenne che dovrebbero risolvere il problema della «presa della morte» (impugnando il telefono con la sinistra le «tacche» di ricezione del primo iPhone 4 tendono pericolosamente verso lo zero).

Nel complesso si tratta di novità non eclatanti, fisiologiche in un mondo come quello degli smartphone in cui la tecnologia corre veloce. L’effetto «wow», quello per stupire gli amici, lo ha tirato fuori Scott Forstall, uno dei tanti top manager a cui Cook ha lasciato spazio sul palco. Forstall ha mostrato Siri. Un vero e proprio assistente personale, una segretaria digitale che risponde in maniera «intelligente» alle frasi pronunciate dal proprietario del telefono. «C’è un ristorante greco a Palo Alto?» ha chiesto Forstall. E la macchina ha risposto mostrando un elenco di posti. Dà le previsioni del tempo, mostra le azioni del Nasdaq, prende appuntamenti e li segna nel calendario, e così via. I comandi vocali esistono da tempo nel mondo della tecnologia ma qui le possibilità di interazione tra uomo e macchina diventano più profonde e articolate. Testato sul campo, Siri funziona in modo molto buono ma non del tutto perfetto. Peccato che per il momento riconosca solo inglese, francese e tedesco. Noi dovremo aspettare (Google ha lanciato da poco sui telefoni Android le «azioni vocali» anche in italiano, un concetto simile a Siri ma più semplice).

A bordo di iPhone 4S ci sarà il nuovo sistema iOs 5, vero punto di forza del terminale, con tutta una serie di miglioramenti. A partire da quell’iCloud che porta musica, documenti, video e «app» nella nuvola del web, sempre disponibili ovunque ci si trovi, a patto di avere una connessione. Il telefono arriverà in Italia il 28 ottobre (il 14 negli Usa) a un prezzo non ancora comunicato. Il mercato pare non aver gradito l’assenza di una novità epocale al debutto di Tim Cook e le azioni di Apple hanno ripiegato rapidamente al Nasdaq proprio durante la presentazione.

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