Povera Saretta. Saretta come lei ama firmarsi e farsi chiamare.

Quando a metà settembre dello scorso anno era andata a denunciare i quattro, forse cinque presunti carnefici che, dopo averla drogata, l’avrebbero violentata facendole credere che quelle ammucchiate erano in realtà la regia di un film, i carabinieri l’avevano ascoltata con un certo scetticismo.

E i verbali, ricchi di dettagli scottanti, con lei che balbettava, deperita e pallida, erano stati consegnati all’autorità giudiziaria senza troppe aspettative. Invece ieri, a meno di un anno dal fattaccio a luci rosse, sono scattate le manette per due persone. Mentre altre tre sono indagate. Per tutti le accuse sono di violenza sessuale nei confronti di Sara Tommasi, con l’aggravante di averla costretta ad assumere droga.

È il 12 settembre 2012 quando la showgirl viene «invitata » in un agriturismo di Buccino, nel Salernitano «perché, mi dissero, dovevamo realizzare un calendario fotografico», fa mettere a verbale Sara stessa. «Approfittando della mia fragilità e dello stato di alterazione a cui mi avevano obbligata facendomi assumere cocaina, mi violentarono, facendomi credere che quelle scene di sesso erano previste nella regia di un film». IL FILM HARD Un film hard che aveva un titolo: Confessioni Private». La pellicola è stata sequestrata dai carabinieri di Eboli e dalla Procura di Salerno. Mentre il produttore di 39 anni e l’or – ganizzatore artistico del film, che ne ha 35, sono stati arrestati dai carabinieri a Roma e a Velletri, vicino alla capitale. Il produttore, che risultava residente a Milano, in un primo momento era irreperibile. Il secondo invece è stato ammanettato nel quartiere di Montesacro, all’alba di ieri. :::

LA VICENDA L’INVITO Il 12 settembre 2012 Sara Tommasi viene invitata in un agriturismo di Buccino, nel Salernitano per realizzare un calendario fotografico. Ma, fa mettere la ragazza a verbale, «approfittando della mia fragilità e dello stato di alterazione a cui mi avevano obbligata facendomi assumere cocaina, mi violentarono, facendomi credere che quelle scene di sesso erano previste nella regia di un film» LA PELLICOLA Il film hard, dal titolo «Confessioni pericolose», è stato sequestrato dai carabinieri GLI ARRESTATI In manette sono finiti il produttore, 39 anni, e l’organiz – zatore artistico del film, 35 anni. I due sono stati arrestati a Roma e a Velletri A inchiodarli, stando a quanto scrive il gip di Salerno che ha ordinato l’arresto su richiesta del pm Franco Roberti, ci sono le intercettazioni telefoniche.

Approfittando dello stato di fragilità psicologica che la showgirl stava attraversando in quel periodo nero, «gli indagati la convinsero a girare quel film sotto l’effetto della cocaina fattale assumere per l’occasione». Alle ammucchiate e alle riprese avrebbero partecipato (a diverso titolo) in cinque, scrive il gip nell’ordinanza: «Tutti avrebbero abusato di Sara Tommasi che si trovava in uno stato di evidente inferiorità psichica, derivante sia dalla grave condizione psichica, sia dall’alterazione dovuta all’assunzione di cocaina che uno di loro le aveva somministrato a più riprese». La showgirl sarebbe stata indotta a realizzare scene porno nel corso delle quali «subiva e compiva atti sessuali con alcuni attori arruolati », scrive ancora il magistrato, «allo scopo e con l’ag – gravante di aver commesso il fatto con l’uso di sostanze stupefacenti».

Era febbraio 2012 quando Sara, orgogliosa di essere bocconiana e di avere interrotto il fidanzamento col brasiliano Ronaldinho, raccontava ai giornali di voler scendere/ salire in politica. «Mi candido nelle fila del Pdl con Scillipoti».

BANCHE E POLITICA E dopo che le frequentazioni con Alfonso Luigi Marra l’avevano erudita a sufficienza sulle questioni economiche, fino a trasformarla in una militante attiva contro il “signoraggio bancario”, era arrivata a ribadire: «Sono nata pronta: punto dritta a uno scranno in Parlamento!». Era l’epoca in cui Saretta, indaffarata in una curiosa protesta, si faceva fotografare a sedere nudo davanti ai Bancomat. Sia Scillipoti, sia Marra hanno però preso le distanze in fretta, con tanto di comunicati. «Non ho mai offerto candidature a Sara Tommasi né a nessun altro», dichiara all’Ansa il segretario nazionale Mrn, Domenico Scillipoti. È il 29 febbraio 2012. Lo scorso 3 aprile è la volta di Marra: «Fermi restando i rapporti affettuosissimi, di reciproca stima, amicizia e solidarietà, nonché l’intenzione di continuare a collaborare per il futuro nella lotta contro l’illicei – tà bancaria, io e Sara abbiamo dovuto purtroppo prendere atto, dopo questi due tuttavia bellissimi mesi trascorsi insieme, che la diversità di carattere non consente la prosecuzione del nostro rapporto come coppia». L’an – nuncio è firmato a quattro mani: Marra e la stessa “Sa – retta”, che ieri ha avuto la sua prima rivincita con l’arresto dei suoi presunti violentatori.

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