Ma come, la Ferrari va in crisi proprio sul circuito dove cominciò la sua leggenda? Sì, speriamo per un solo giorno. Due sarebbero troppi. E poi le corse di Alonso sono sempre un’altra cosa, rispetto alle qualifiche. Bisogna aggrapparsi a tutto, dopo un sabato deludentissimo, nel quale Alonso ha ottenuto il decimo tempo, precedendo di due posizioni Massa. Mai Fernando si era trovato tanto distante dai primi, quando alla vigilia s’illudeva di lottare per la pole position. E poi Massa, lento e impacciato, con le spalle gravate dall’incidente di venerdì. Una brutta situazione, ben peggiore del 2011, quando la Ferrari si difendeva con una vettura mediocre. Difficile capire che cosa sia successo, specialmente per i tecnici di Maranello. Vista dal di fuori e col supporto dei tempi intermedi, la Ferrari sembra mancare di trazione, male già noto. Impossibile sapere se questo derivi da mancanza di carico aerodinamico, da un problema di efficienza meccanica o da scarso adattamento alle Pirelli, secondo l’accusa di Fernando. Fatto sta che la macchina va in sovrasterzo dove non dovrebbe, costringendo i piloti a continue correzioni, nocive per la durata delle gomme. Alonso e Massa hanno fatto fatica da subito e Felipe ha pagato lo scotto maggiore restando fuori dal girone finale. Un GP di Gran Bretagna in salita, quindi, proprio sul tracciato in cui dovrebbe cominciare la rimonta nei confronti del leader Vettel, la cui Red Bull in condizionegara è la macchina migliore, pur se la Mercedes ha mostrato le solite doti velocistiche da qualifica (grande Hamilton, ottimo Rosberg: primo e secondo) ma con serie preoccupazioni di degrado gomme in corsa. E’ la situazione meno comoda per il Cavallino, macon una previsione di 23 pit stop e anche più, Alonso spera in un capovolgimento di giochi. C’è riuscito in altre occasioni, diamogli fiducia, consci che stavolta occorrerà qualcosa di molto simile al miracolo.

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