L’auto elettrica? Per ora non la compra nessuno o quasi. Nei primi sei mesi dell’anno ne sono state vendute appena 103 ai privati, che valgono lo 0,01% del mercato italiano. Non è che le cose vadano molto meglio in Europa: complessivamente si parla di 5.222 vetture a batterie, un dato insignificante se paragonato alle oltre 7 milioni di auto «tradizionali» immatricolate nello stesso periodo dell’anno. Nemmeno i generosi incentivi statali concessi da diversi Paesi sembrano efficaci: secondo uno studio della società inglese Jato, in Danimarca, dove il valore del bonus fra sgravi e altre misure arriva a superare i 20.000 euro a veicolo, nel primo semestre sono uscite dalle concessionarie appena 238 vetture a pile. Nella vicina Svezia, poi, si registrano appena dieci unità in più della Spagna degli «indignados». A guidare la classifica è la Germania, seguita da Francia e Norvegia, mentre l’Italia è in decima posizione. «Il mercato non decollerà in tempi brevi — spiega Gian Primo Quagliano, direttore del centro studi Promotor —. Nel 2020 le stime parlano del 10% del venduto. Ma è necessario ridurre il costo delle batterie e investire nelle infrastrutture».

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