esca dall’ambiguità e dica una volta per tutte qual è la sua posizione sull’Ilva”. Massimo Battista uno dei portavoce del “comitato cittadini liberi e pensanti” di Taranto non ha mai usato mezzi termini e durante l’incontro con i parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle sulla vicenda Ilva di Taranto ha chiesto chiarezza. “Grillo – ha aggiunto Battista – è di Genova dove l’area a caldo è stata già chiusa e dove hanno festeggiato quando un decreto ha sacrificato ancora una volta questa città sull’altare del profitto e dell’interesse nazionale”. L’operaio dell’Ilva di Taranto ha avuto parole di elogio per i parlamentari del M5S ieri a Taranto per ascoltare le voci della gente e delle associazioni, ma ha puntualizzato che “il 25 per cento raccolto alle ultime politiche potrebbe essere un risultato irripetibile soprattutto alla luce dell’uscita dei due parlamentari tarantini (Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, entrati nel Gruppo misto, ndr)”. Furnari e Labriola, infatti, hanno abbandonato il gruppo parlamentare proprio perché in contrasto con l’approccio dei colleghi alla vicenda Ilva. Un punto sul quale gli ex colleghi hanno tentato di glissare. “Il passaggio dei due deputati Alessandro Furnari e Vincenza Labriola nel Gruppo misto non preoccupa. Ci siamo noi e siamo in tanti ha sottolineato il senatore Lello Ciampolillo – Nel Movimento Cinque Stelle c’è massima libertà. Furnari e Labriola hanno fatto una scelta personale, ma la Camera e il Senato sono pieni di parlamentari Cinque stelle”’. Soddisfatto dell’incontro anche Alessandro Marescotti, leader di Peacelink e a capo del movimento ambientalista ionico. “È stato un momento di scambio interessante – ha commentato Marescotti al Fatto – perché i parlamentari pugliesi del 5 Stelle hanno ascoltato le voci della città e credo che abbiano capito fino in fondo i bisogni di questa gente”. In tanti tra semplici cittadini ed esponenti di associazioni tarantine hanno preso la parola sul palco chiedendo, quasi all’unisono, la chiusura dell’area a caldo sequestrata dalla magistratura il 26 luglio 2012 perché genera “malattia e morte” e re stituita alla famiglia Riva dall’ex ministro Corrado Clini col decreto “salva Ilva”. “Vorremmo che l’area a caldo fosse chiusa, ma ci vogliono soluzioni condivise” ha concordato la senatrice del M5S Barbara Lezzi e ha aggiunto che “dobbiamo trovare una soluzione e garantire i diritti dei lavoratori, sempre sacrificati in nome dei profitti della grande industria e dare un futuro soprattutto ai bambini. Non ci si puo più ammalare di lavoro”’. SUL PALCO non è mancata la polemica politica visto che “fi – no a questo momento – ha aggiunto la senatrice Lezzi – non c’è stata una classe dirigente che non mettesse in contrapposizione salute e lavoro”. Le critiche non hanno risparmiato il governatore di Puglia, Nichi Vendola. “Noi – ha attaccato il senatore Lello Campolillo – abbiamo un presidente della Regione amante della poesia che nella precedente campagna elettorale con una rima baciata aveva detto che la questione era stata risolta con la legge anti- diossina, ma pare che le cose non siano andate proprio così. Questa città – ha aggiunto Campolillo – ha diritto a portare avanti il turismo, la cultura e il mare”. Parole che hanno ottenuto il consenso di alcuni presenti, ma che ha suscitato fastidio in altre. “Queste cose le abbiamo già sentite – ha commentato qualcuno lasciando la piazza – a noi ci servono i fatti sennò qua continuiamo con la stessa storia: scegliere la salute o il lavoro?”

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