Qualunque sarà l’affluen – za alle urne, il ballottaggio consegnerà la fascia tricolore a 67 sindaci di cui 11 in città capoluogo: Roma, Treviso, Brescia, Ancona, Avellino, Iglesias, Imperia, Lodi, Siena, Viterbo e Barletta. Poi ci sono altri 142 Comuni della Sicilia – compresi i capoluoghi Messina, Ragusa, Catania e Siracusa – dove i cittadini sono chiamati al primo turno. Nel “continente” la tornata elettorale promette di stravolgere la geografia politica: se al primo turno già cinque città sono finite in mano al centrosinistra, al ballottaggio non un candidato di centrodestra si presenta alle urne in vantaggio. Con casi clamorosi come Treviso, dove lo “sceriffo” Giancarlo Gentilini è otto punti dietro rispetto al candidato di centrosinistra, il renziano Giovanni Manildo. Lo stato generale della Lega Nord, capitanato da Roberto Maroni, solo giovedì si è presentato per sostenere Gentilini, ma il risultato appare scontato: il sindaco sceriffo a casa dopo quasi venti anni di egemonia (dal 1994) e la Lega, che in questa città ha registrato i risultati migliori, cacciata da quello che era un suo blindatissimo fortino. La vittoria di un altro renziano in Veneto (Achille Variati ha conquistato Vicenza al primo turno) confermerebbe ulteriormente la figura di Matteo Renzi come uomo capace di conquistare i voti del centrodestra al Nord. Anche Brescia, storicamente città di sinistra, sembra destinata a tornare in mano agli eredi di Enrico Berlinguer. L’ALLEANZA Pdl-Lega, che qui ha governato negli ultimi anni con percentuali bulgare in quasi tutta la provincia, potrebbe essere arrivata al capolinea. Ma la partita è ancora aperta: il sindaco uscente, Adriano Paroli al primo turno si era fermato al 38% mentre Emilio Del Bono al 38,1%. Appare invece scontata la vittoria di Bruno Valentini del centrosinistra a Siena contro Eugenio Neri. Nonostante lo scandalo Monte dei Paschi e il coinvolgimento diretto dell’ex sindaco Franco Ceccuzzi (che per questo è stato costretto a non ricandidarsi nonostante avesse vinto le primarie), i senesi hanno preferito la continuità politica. Anche a Lodi e Imperia l’esito appare scontato, con il centrosinistra che si presenta con dati del primo turno a dir poco rassicuranti. A Imperia Carlo Capacci (Pd) conquistò il 46,8%, Eminio Annoni il 28,2%. Se la débâcle nella penisola appare più che annunciata, il centrodestra spera di prendersi qualche rivincita in Sicilia. Nell’isola la partita si apre oggi (eventuali ballottaggi saranno il 23 e 24 giugno) in 142 comuni e 4 capoluoghi. A Catania la sfida è tra Enzo Bianco e Raffaele Stancanelli, con il candidato del Movimento 5 Stelle, Lidia Adorno, data per spettatrice. Ma si vedrà il responso delle urne. Anche a Siracusa e Ragusa gli aspiranti sindaci del Movimento non sembrano avere possibilità. Mentre a Federico Piccitto, candidato a Messina, vengono concesse più chance: la città ricorda l’arrivo a nuoto di Beppe Grillo. Comunque andrà una cosa sembra sin da ora certa: la disfatta del centrodestra. Sicilia (forse) esclusa.

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