Marco Tronchetti Provera scioglie i legami con Vittorio Malacalza e insieme a Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit si prepara a lanciare un’Opa su Camfin, la cassaforte della Pirelli, e a ridisegnare l’assetto di controllo della Bicocca.

L’accordo tra i due ex alleati è stato annunciato ieri, dopo giorni di estenuanti trattative, prevede la liquidazione in contanti della posizione della famiglia Malacalza in Gpi e Camfin, le due holding a monte della catena di controllo del gruppo milanese. Si tratta tuttavia di un divorzio «a metà»: è vero che i legami sono stati sciolti ma la famiglia Malacalza ha deciso di entrare direttamente in Pirelli con una quota del 6,9% comprando le azioni di Allianz e FonSai, che nei giorni scorsi hanno ottenuto lo svincolo dal patto di sindacato.

Dal patto è stato svincolato anche un 7% di proprietà di Camfin. L’avventura dei genovesi alla Bicocca si conclude dunque con un assegno di 160 milioni di euro, a fronte di circa 100 milioni investiti nel 2009. I termini sono stati definiti dai legali della parti, Giuseppe Lombardi per Tronchetti e Sergio Erede per Malacalza, dopo settimane di estenuanti trattative. A liquidare la famiglia genovese sarà una Newco partecipata da Clessidra, Intesa, Unicredit e da Nuove Partecipazioni, una scatola controllata da Tronchetti insieme ai soci di Gpi e dalle finanziarie di Carlo Acutis e della famiglia Rovati, da cui partirà il riassetto della filiera di controllo della Pirelli.

In base agli accordi siglati ieri, la Newco oltre al 12,3% di Camfin dei Malacalza riceverà da Tronchetti un’ulteriore partecipazione del 48,6% nella cassaforte (il 35,42% tramite conferimento e il restante 13,2% comprandolo da Gpi) salendo così al 60,99%. Soglia che farà scattare l’Opa su Camfin con l’obiettivo di arrivare al delisting della cassaforte e accorciare di un livello la catena di controllo di Pirelli. La manovra è piuttosto articolata. Ieri sera la Consob ha reso noto di aver avviato degli accertamenti. Secondo lo schema predisposto dagli advisor (Lazard, Rothschild, Imi e Unicredit per la Bicocca, Ubs per Malacalza), prevede diversi passaggi, tra cui un giro della partecipazione di Malacalza in Gpi, destinata a transitare nella Newco per poi passare a Tronchetti e quindi finire in Gpi, in cambio di un pacchetto di azioni Camfin che saranno apportate alla Newco.

Lo snodo chiave del riassetto è comunque l’offerta pubblica di acquisto sulla cassaforte della Pirelli, che sarà lanciata a 0,8 euro ad azione. Prezzo a cui il titolo ieri si è subito adeguato perdendo oltre il 7%. L’offerta sarà finanziata da Clessidra per 91 milioni e da Intesa e Unicredit con 41 milioni ciascuna, che potranno salire a 115 milioni (per Clessidra 150) in caso di adesioni al 100%. Al termine dei riassetto Pirelli sarà quindi controllata da una nuova società partecipata da Tronchetti e alleati con il 39%, da Clessidra con il 24% e dalle due banche con il 18% ciascuna.

I soci sottoscriveranno un patto di quattro anni in cui verrà assegnata, come ha spiegato la Bicocca in una nota, «fondamentale importanza allo sviluppo e all’accrescimento del valore di Pirelli» e al ruolo di Tronchetti sia negli indirizzi strategici di Pirelli condivisi sia nella guida gestionale del Gruppo». In virtù dei nuovi accordi è stato inoltre modificato il patto parasociale su Pirelli (Allianz esce mentre Camfin e FonSai riducono le quote) che ora raccoglie il 31,5% del capitale. E dal quale però, alla prima scadenza utile, Camfin uscirà.

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