Ennesimo disastro Inter e Andrea Stramaccioni, confermato a più riprese, anche dal ds Piero Ausilio prima del match, trema. È stata una notte lunga per il tecnico nerazzurro che forse già oggi conoscerà il proprio domani visto che ieri sera Massimo Moratti ha disertato San Siro, preferendo restare a casa a seguire (forse…) la partita in televisione e festeggiare il compleanno della figlia Carlotta. Il presidente ha continuamente ribadito la fiducia in Stramaccioni, ma il non aver presenziato all’ultimo match ha dato la sensazione a molti di volersi defilare, evitando di dover dare delle risposte già nel post partita. Tutto rimandato ad oggi con uno spettatore interessato: Walter Mazzarri.
RECORD NEGATVO Per fortuna dell’Inter, non ci saranno più partite. Sedici

L’Udinese tra i fischi sbanca San Siro: Europa! Tecnico in bilico. E Mazzarri aspetta Moratti

– se-di-ci! – sconfitte in un campionato a 20 squadre i nerazzurri non le avevano mai messe insieme (solo sei squadre hanno perso più gare in questo torneo). Un disastro che i tifosi hanno sopportato per tutta la stagione fino all’ultimo mese. Poi la contestazione alla dirigenza, le 12 domande poste a Moratti e la chiosa finale di ieri sera: «…Morale: vogliamo una società seria con un progetto serio!!! Non siamo più disposti ad accettare un altro buttato così…». Il presidente, come detto, è rimasto a casa. Ne ha viste troppe Moratti in questa stagione e immaginando gli stimoli di un’Udinese desiderosa di qualificarsi per la prossima Europa League, ha deciso di evitarsi un nuovo “spettacolo”. Il presidente non vede l’ora di voltare pagina, di lasciarsi alle spalle un’annata nera sotto tutti gli aspetti. Un’unica gioia: la vittoria allo Juventus Stadium servita a fermare l’imbattibilità della Juventus che durava da oltre un campionato. Ma, come una maledizione, quel successo, che sembrava poter lanciare l’Inter verso lidi nuovamente prestigiosi, è stato l’inizio della fine, con la squadra che via via ha perso giocatori (arrivando ai picchi di questa primavera con 14-15 indisponibili) e certezze, scivolando così dal secondo al nono posto che oltre a significare nessun tipo di piazzamento europeo, costringerà l’Inter a giocare i primi turni di coppa Italia contro le formazioni provenienti dalle serie minori.
QUALE FUTURO? Prima della partita il ds Ausilio ha ribadito l’idea della società: «Mi attengo solo ai fatti e quelli dicono che l’Inter ha un allenatore con un contratto fino al 2015 e risponde al nome di Andrea Stramaccioni. Le voci su Mazzarri? In generale danno fastidio le voci su tutto, è un anno intero che le voci si susseguono su ogni cosa, su giocatori, dirigenti e allenatore». Poi però è arrivata l’ennesima sconfitta, le 5 reti dell’Udinese che fanno dell’Inter, insieme al Siena, la seconda peggior difesa della Serie A (solo il Pescara con 84 ha fatto peggio). Inevitabile, al di là di tutte le conferme e dei programmi, che il nuovo disastro nerazzurro finisca per far precipitare nel calderone Stramaccioni. Moratti l’ha scelto, con lui vorrebbe andare avanti, ma i punti interrogativi che lascia questa annata sono tanti per non essere nuovamente rianalizzati dal numero uno nerazzurro che sa bene come sulla piazza ci sia un tecnico esperto come Mazzarri.
GIOIA UDINESE Dall’altra parte del guado l’Udinese. Quinta con 66 punti e reduce da otto vittorie consecutive, striscia record del club della famiglia Pozzo. L’anno scorso fu terzo posto con due punti in meno, 64; mentre nella stagione ‘10-11 i bianconeri arrivarono quarti con 66. Insomma, un rendimento impressionante per Guidolin & company che ne fanno per forza di cosa una big del nostro campionato. Una squadra che può contare su un giocatore, Antonio Di Natale, che negli ultimi quattro tornei ha segnato 103 reti: «La standing ovation a San Siro, mi lascia un bel ricordo – ha spiegato Totò -. Il segreto dell’Udinese? La società, il mister, i ragazzi, l’ambiente: è un tutt’uno. Il mio futuro? Devo pensarci, torno a casa e ne parlo con mia moglie. Comunque ho un altro anno di contratto, vediamo».

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