SIENA I sei minuti che hanno cambiato la storia del Milan (in attesa di sapere se cambieranno la storia di Allegri ) sono cominciati con uno di quei contrasti in area che possono essere rigore, anzi forse lo sono davvero. Ma se decidono un match , aprono un vespaio di polemiche. Specie se analoghe situazioni, in precedenza, erano passate in cavalleria. E forse non è un caso che la Fiorentina avesse mandato a Siena Eduardo Macia , direttore tecnico del club. Comunque in quel momento, il Milan era sotto. Di più: era fuori dalla Champions. Di più: era

Rimonta brivido. Allegri: «Ho il contratto, non posso andare…»

anche fuori dal match , visto che in un’ora di assedio, dopo essere andato sotto per l’ennesima distrazione difensiva, aveva ormai esaurito energie ed entusiasmo.Balotelli si è fatto atterrare da Felipe , Balotelli è andato sul dischetto e non ha sbagliato. Non ha mai sbagliato in vita sua, non lo poteva fare nella gara che vale tutto. 1-1, tutto riaperto e l’ago della bilancia si è spostato. Forcing, assedio, insulti in tribuna, risse in campo, dopo che c’erano già state tre espulsioni. E poi è arrivato pure il gol di Mexes (che Allegri dieci minuti prima voleva togliere, ma poi Abateha chiesto la sostituzione), a 3’ dal termine, per l’apoteosi rossonera. E la fuga diGalliani negli spogliatoi, per evitare guai peggiori.
IL FUTURO La qualificazione doverebbe salvare Allegri dall’esonero. Ma non è detto che il tecnico rimanga lo stesso. Montolivo ha salutato il terzo posto con una dedica al mister: «Gli abbracci ad Allegri sono perché abbiamo raggiunto la Champions ed è merito suo. Il Presidente è una persona saggia e saprà fare quello che è meglio per il Milan». E anche Galliani si è nuovamente esposto a difesa del tecnico: «Il rapporto con Allegri, mio e del presidente, è buonissimo, altrimenti non avremmo fatto tutti questi punti. Allegri “tiene sorte” stava già sostituendo Mexes… Nei rapporti di lavoro contano i fatti e Berlusconi , unico al mondo, lo ha confermato con 7 punti dopo 8 giornate. Allegri ha un contratto ancora per un anno ed è il nostro allenatore. Queste sono le certezze. Allegri in questi tre anni ha fatto più punti della grande Juventus: con lui in panchina siamo primi in questi tre anni».
SETTIMANA ORRIBILE Non sappiamo

Galliani conferma l’allenatore, che risponde: «Parlerò con la società, magari mi vogliono cambiare…»

se sia giusto, il Milan in Champions. Ma sappiamo per certo che il Milan, nelle ultime settimane, ha fatto di tutto per non riuscirci. Buon ultimo, ci ha messo del suo pure Allegri, che nel tentativo di dimostrare chissà che, si è inventato scelte ancora una volta controcorrente, insensibili alla logica e anche al credere comune. Mandare in campo Robinho , dopo la lite di mercoledì, cosa poteva essere se non un azzardo provocatorio a chi gli rinfacciava cattivi rapporti con i giocatori? E preferire Niang El Shaarawy , cos’altro poteva essere se non un altro messaggio a chi gli aveva fatto indirettamente sapere, in occasione di una precedente esclusione del Faraone , di non capire nulla? Ma nel Milan anti Siena, c’è stata anche un’altra trovata tattica assolutamente inedita: Nocerino trequartista, in un modulo, il 4-2-3-1, che Allegri, da quando De Jong si è fatto male, non aveva praticamente mai più utilizzato. Per 80 minuti è stato un Milan inguardabile.
LOSCHI SEGNALI I primi minuti sono stati arrembanti, poi sono cominciati ad arrivare i loschi segnali di una serata di paura. Era il 16’34” quando sul tabellone è apparso il gol del vantaggio della Fiorentina, che di conseguenza rendeva assolutamente indispensabile un successo anche del Milan. Quindi, nemmeno dieci minuti dopo, il vantaggio, incredibile, del Siena che non segnava addirittura dal 18 febbraio scorso. Proseguendo con i segnali negativi, ecco che due minuti dopo lo svantaggio, Balotelli ha colpito un palo clamoroso.
ERMERTICO Allegri conquista la qualificazione Champions, ma resta ermetico sul suo futuro: «Ho un contratto ancora per un anno, con un contratto non posso andare via. Dovremo parlare, magari mi vogliono cambiare. Io credo che la società possa essere contenta: in tre anni abbiamo fatto 234 punti, abbiamo vinto uno scudetto e ne abbiamo perso un altro sul filo di lana e quest’anno, nonostante la squadra rivoluzionata, abbiamo centrato la qualificazione in Champions League»

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