Qualche minuto di ritardo per un «problema di poppate». Raffaella Fico, oltre a fare l’attrice, è una mamma a tempo pieno. Sarà in onda domani su Comedy Central con la seconda puntata de La cena dei cretini, la sit com diretta da Cristian Biondani. Ne La cena dei cretini Raffella interpreta una cassiera bella e svampita. Con grande divertimento nel vestire i panni di Sonia: «Sì, è stato divertente. Sul set sono stata vittima di tanti scherzi. So che può sembrare una cosa scontata ma quando si lavora con i comici si ride moltissimo». Nonostante il suo personaggio sia un’esperta di tv e gossip, non assomiglia per niente alla Fico: «È vero, non credo di essere simile. Leggo i giornali tutte le mattine ma per tenermi informata, non per sparlare». Anche se La cena dei cretini è girata in teatro e il pubblico assiste in diretta alle riprese, nessuna timore per Raffaella: «Non ho avuto paura, perché adoro il contatto con il pubblico e mi piace molto stare in mezzo alla gente. L’ansia derivante dal lavoro quella ce l’ho avuta, ma sono riuscita a gestirla». Sul modello come attrice, nessun dubbio: «Una su tutte: Sofia Loren. Bella e brava. Anche se mi piacciono molto pure Catherine Zeta Jones e Nicole Kidman». Molti anche i progetti per il futuro, strizzando l’occhio anche ai comici: «Ho tanti progetti, anche per il cinema. Ma finché non firmo non dico nulla. Mi piacerebbe la conduzione di un programma in cui interagisco con i comici. Come magari Colorado, ma anche Made in Sud andrebbe bene. Basta però reality come concorrente: ho fatto già i due più importanti: il Gf e l’Isola, ora ci penserei soltanto come conduttrice ». Il tema della fede, per una credente come Raffaella, è molto importante. E per questo trasmetterà il suo valore anche alla figlia: «La fede è una delle cose più importanti della mia vita. La trasmetto a tutti quelli che stanno nella mia vita, dal mio ipotetico compagno a mia figlia ai miei amici». Come sta Raffaella Fico oggi? «Sono serena, contenta della mia vita professionale e non. Orgogliosa di quello che ho costruito e di quello che mi hanno insegnato i miei genitori».

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