Basta multe fatte recapitare agli automobilisti distratti o spericolati da Equitalia. La corazzata della riscossione ha scritto a tutti i Comuni d’Italia per i quali funzionava finora da esattore che a partire da domani non accetterà più le contravvenzioni Dal primo luglio prossimo, infatti, cesserà ogni rapporto con le amministrazioni comunali ma finb d’ora la società guidata da Attilio Befera giudica impossibile prendere in carico le pratiche per le nuove contravvenzioni. Anche perché i Comuni dovrebbero comunque pagare il lavoro di Equitalia, anche nel caso in cui l’esazione non vada a buon fine. Così si spiega la disdetta anticipata annunciata per lettera la scorsa settimana. Da domani gli automobilisti pizzicati da vigili, polizia o carabinieri a commettere un’infrazione, hanno il 75% di possibilità di cavarsela senza pagare. Appena 2mila comuni su 8mila, infatti, si sono già attrezzati per far fronte alla riscossione di sanzioni e tributi locali, in proprio o attraverso accordi con società concessionarie. Se si viene multati in uno dei comuni «virtuosi» che hanno provveduto per tempo a sostituire Equitalia cambierà poco o nulla, anche se le nuove strutture di riscossione dovranno dimostrare di essere altrettanto efficienti rispetto all’ar – mata di Befera. In tutti gli altri casi c’è un’ele – vata probabilità che lamultanon venganeppure contestata. Ma la sicurezza assoluta non c’è, anzi: il rischio maggiore èche queste contravvenzioni finiscano nel congelatore per essere poi rimesse in pista, tutte assieme, nel momento in cui i comuni ritardatari ripartiranno col nuovo servizio di riscossione. Quindi più che una «amnistia» generalizzata per gli automobilisti indisciplinati, si rischia un’ondata di multe recapitate in ritardo. Lo stop alla riscossione di Equitalia per conto dei Comuni deriva da un provvedimento approvatodue anni or sono che fissava appunto nel primo luglio 2013 la data a decorrere dalla quale gli sceriffi di Befera non avrebbero più fatto gli esattori per gli enti locali. In questi due anni di tempo soltanto 2mila comuni hanno provveduto a sostituire la società di riscossione con altre strutture. Gli altri rischiano il blocco nella riscossione. Non soltanto delle multe per le infrazioni al codice della strada, ma anche per tutti gli altri tributi locali, a cominciare dalla tassa sui rifiuti.

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