Uscito nel 2012, Dragon’s Dogma non è stato quel successo inarrestabile che Capcom si sarebbe aspettata, e questo a dispetto di un titolo comunque valido e piacevole. Tuttavia, vuoi per [a veste grafica altalenante, vuoi per delle meccaniche che avrebbero meritato un approfondimento, questo promettente action RPG ha saputo comunque conquistarsi una buona fetta di fan, che hanno spinto la società a sviluppare un discreto numero di contenti scaricabili. Ora, a ben un anno di distanza dal titolo originale, Capcom ha per un attimo archiviato la pratica dei DLC per consegnarci la prima, grande, espansione stand alone per il gioco. Dragon’s Dogma: Dark Arisen è quindi un qualcosa a metà tra un contenuto aggiuntivo e un sequel vero e proprio in cui, ovviamente, non assistiamo a modifiche di sorta nella traccia imposta dal gameplay del precedente capitolo, quanto piuttosto un generale lavoro di rifinitura. Tornati a vestire i panni del nostro Arisen lo di uno completamente inedito), il gioco ci metterà sin da subito dinanzi a una nuova trama che, partendo dal ponte di Cassardis, ci porterà nel cuore dell’isola di Nerabisso, nelle cui viscere pare si nascondano creature demoniache a custodia di un tesoro inimmaginabile. L’avventura, della durata di circa 15 ore, si presenta in sostanza come un’enorme esperienza di dungeon crawling in cui, a differenza del passato, saremo messi alla prova sin da subito con creature decisamente coriacee. Varcato il cancello del dungeon, diversi nuovi nemici si avvicenderanno per farci fuori, settando il livello di sfida su di un gradino decisamente alto,e comunque inaccessibile a chi, anche avendo giocato il gioco originale, non disporrà di un livello intorno al 50. Sin dalle prime ore, il gioco si dimostrerà ostico e punitivo al punto giusto, certamente meno frustrante di titoli come Dark Souls ma comunque abbastanza difficoltoso da costringervi spesso alla fuga. Ciò detto, e premesse delle meccaniche ludiche del tutto identiche al titolo di base, Dark Arisen ci propone sostanzialmente poche ma interessanti novità. Su tutto, data anche la difficoltà, si percepisce più che in passato la necessità di un assetto strategico adeguato alla missione per le nostre Pedine. Cercare i punti di faglia prima di una battaglia importante per organizzare la truppa, sarà praticamente fondamentale per andare avanti. Il team ha poi reso impraticabili alcuni dei portali di reclutamento delle pedine e quindi, prerogativa per poterli attivare, sarà quella di trovare tutti i “pezzi mancanti”. Sono stati poi aggiunti nuovi oggetti e equipaggiamenti, tra cui dei particolari anelli capaci di aggiungere specifici bonus alle nostre capacità nonché, ovviamente, nuove e potentissime armi. La principale introduzione, tuttavia, è probabilmente quella data dalla possibilità di attirare nemici più potenti lasciando a terra la carcassa di un nemico abbattuto. Permettendo potenzialmente di aumentare la sfida sino all’infinito, ma soprattutto di imbattersi in creature che altrimenti sarebbe difficile incontrare.

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