FIRENZE. Per molti viola la partita di oggi in un Franchi gremito malgrado i disagi a città e tifosi per il passaggio del Giro d’Italia, potrebbe essere quella dell’addio, daJovetic Toni , da Viviano Roncaglia . Ma non lo sarà per Vincenzo Montella . E’ lo stesso tecnico a scegliere l’ultima gara casalinga della stagione – utile per blindare il 4° posto e omaggiare così il traguardo delle 500 gare ufficiali della famiglia Della Valle – per zittire le voci che lo danno con la valigia in mano, accostato a molti club. «Di rumors ce ne sono sempre in questo periodo. Basta vedere com’è stata estrapolata una mia frase di un mese fa (quella sulle sue simpatie per il Napoli detta in un’intervista ad Al Jazeera di metà aprile, ndr) e che contestualizzata oggi pare avere un altro significato. Ma non c’è nessuna possibilità che io non continui il mio rapporto con la Fiorentina». Tradotto: resto al 100%.

AL CENTRO I Della Valle, va detto, mai lo hanno messo in dubbio: perché c’è ancora un anno di contratto con opzione al 2015 (ed è risaputo quanto sia difficile divorziare dai proprietari viola se questi non lo vogliono), ma anche e soprattutto perché – come ha detto martedì scorso il patron Andrea ribadendolo allo stesso allenatore in queste ore a quattr’occhi – Montella è al centro del progetto. Tanto da non escludere a breve una proposta di allungamento con ritocco economico allo stesso allenatore insieme alla conferma del ds Pradè e del dt Macia per proseguire un lavoro che fin qui ha dato risultati soddisfacenti sul piano della classifica, del gioco, dell’entusiasmo. Ora però serve l’ultimo scatto in campo: «Ci aspetta una trappola, il Palermo ha lo stesso spirito combattivo del suo tecnico ma noi vogliamo vincere per noi stessi e per tenere acceso fino all’ultimo il sogno-Champions. I tifosi che ci hanno accompagnato in questo percorso duro ma esaltante devono applaudire la squadra e il primo a farlo sarò io – dice Montella -. Lo meritano tutti, anche Toni e Jovetic a prescindere dal loro futuro. Ci sono tante situazioni aperte, non abbiamo ancora deciso nulla». Tranne che lui resta.

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