Un punto e via, sarà di nuovo Europa, seppure minore. La Fiorentina vince il derby col Siena ed è a un passo dall’euro- ritorno, tre anni dopo la «rapina » subita in Champions a Monaco di Baviera col Bayern. Alla Viola, sei punti sopra Roma e Lazio appaiate al settimo posto, basterà un pareggio nelle ultime due partite per entrare in Europa League. Impegni decisamente abbordabili attendono la squadra di Vincenzo Montella: domenica il Palermo e all’ultima il Pescara, il punticino sarà una pura formalità. All’opposto il Siena è andato: a meno sei dal terzultimo posto, e con Napoli e Milan come ultimi avversari, non c’è più spazio per la minima speranza, la Serie B è ineluttabile. La squadra di Iachini merita l’onore delle armi, senza i sei punti di penalizzazione sarebbe in piena corsa salvezza. Tra rabbia e circospezione Quello di ieri sera è stato un derby bruttino, con l’anima divisa in due. Da una parte la rabbiosa rassegnazione del Siena, dall’altra la circospezione della Fiorentina, che ha giocato per i tre punti e non certo per lo spettacolo o il bel gioco come vorrebbe il suo allenatore. A questo punto della stagione, però, è comprensibile che si vada sul concreto. Alla terz’ultima giornata non è più tempo di ricami e cornicette, bisogna mietere punti e completare il raccolto. Deve essere per questo che nel primo tempo Montella ha optato per un basico 4-4-2, con Cuadrado e Mati Fernandez laterali di mezzo. Pizarro sedeva in panchina per turnover e a Siena il giropalla «montelliano»— tratto distintivo della Viola nella corrente stagione—si è normalizzato. La Fiorentina è andata in vantaggio con un gol di curiose modalità. Sul cross di esterno di Pasqual, il difensore Gonzalo Rodriguez, in libera uscita perché si era appena battuto un corner, ha appoggiato in rete con l’addome. Un «do» di petto, diciamo così. La Viola ha avuto la palla del 2-0, però un gran tiro di Borja Valero è stato deviato sul palo da Pegolo. Toni lo sprecone All’intervallo Montella ha cambiato rotta, ha ripristinato la difesa a tre che non si vedeva da qualche tempo, per allestire un 3-5-2 che però non ha incantato, sempre per il discorso di cui sopra: alla fin fine sono gli interpreti, e non i numerini dei sistemi, che fanno la differenza e Migliaccio, per dire, non possiede i piedi di Aquilani o Pizarro. Il possesso palla viola non è stato luccicante, ma conservativo. C’era il golletto da difendere e tanto bastava. La partita è vissuta di episodi. Il Siena ha colpito una traversa con tiro a scendere di Rosina. Luca Toni si è iscritto al concorso per il gol sbagliato più clamoroso della stagione: su cross basso di Pasqual e con la porta spalancata davanti a sé il quasi 36enne centravanti è riuscito a colpire la traversa. Inevitabile pensare a Giuseppe Rossi seduto per la prima volta in panchina: Pepito una rete così non se la sarebbe fatta scappare. Quarto k.o. di fila L’errore di Toni ha fatto alzare il venticello della grande beffa, che sarebbe arrivata all’ultimo secondo se al 49’ Viviano non si fosse opposto a una botta ravvicinata di Sestu. Il Siena col pareggio ci avrebbe fatto poco, ma con l’1-1 avrebbe evitato di incamerare la quarta sconfitta di fila. Rabbiosa rassegnazione, si diceva, e lo dimostrano i 5 bianconeri ammoniti per falli di frustrazione. Povero Siena penalizzato. È dura correre con l’handicap, è impossibile salvarsi con sei sacchi di sabbia sulle spalle.

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