In carriera si è ritrovato a marcare da vicino i più forti bomber d’Italia e d’Europa. Da difensore solido nel gioco aereo e in grado di guidare al meglio l’intero pacchetto arretrato, Daniele Adani ha potuto perfezionare la sua visione di gioco al di là della sua singola posizione, quasi, se vogliamo, al di fuori del campo di gioco. Ha iniziato la sua carriera nel Modena e ha fatto le sue prime apparizioni all’età di 18 anni. Nell’estate del 1994 si trasferisce alla Lazio, senza mai scendere in campo. Dopo due mesi, il nuovo trasferimento al Brescia a novembre. Ha seguito la promozione e la retrocessione del club tra Serie A e Serie B. Nel 1999 arriva alla Fiorentina, dove vince la Coppa Italia 2000-2001. Nel 2002, con i viola lanciati verso la bancarotta, si trasferisce all’Inter, dove arriva a parametro zero. Nel 2004, fa ritorno al Brescia, ma a stagione in corso, si decide la rescissione unilaterale del contratto dopo l’invasione sul terreno di gioco di alcuni ultras del Brescia, che lo accusano di scarso impegno. Ma quella visione completa del mondo del pallone non poteva essere lasciata in un cassetto e allora, una volta appesi gli scarpini al chiodo, Adani ha scelto e deciso di mettere la propria competenza tecnica prima al servizio di una squadra (il Vicenza allenata da Silvio Baldini di cui diventa il vice allenatore) e poi delle televisioni private (Sportitalia prima e Sky poi) in cui ben presto diventa uno dei più esperti commentatori nella parte tecnica degli incontri di campionato e coppa. È stato un ex, anche se per poco, di entrambe le squadre. Che partita si aspetta? Beh io credo che l’Inter stia cercando di finire bene il campionato con le forze che si hanno a disposizione. È chiaro che con questi infortuni le scelte sono obbligate e, spesso, non possono portare a dei risultati positivi sul campo. La Lazio, invece ha ritrovato un buono stato di salute dopo un periodo di appannamento, perciò sarà una partita strana, ma combattuta. Nerazzurri che dopo un lungo calvario potrebbero ritrovare alcuni dei lungodegenti tra cui probabilmente una punta. Pensa che Stramaccioni possa rischiarli dal primo minuto? Ci sono tanti giocatori che si stanno mettendo in mostra in queste ultime partite e che si stanno giocando la riconferma come Jonathan o Alvarez. Loro stanno giocando tutto sommato bene, per questo io credo che più che “rischiare” dei giocatori al rientro, sia più opportuno far giocare coloro i quali sono nella condizione più adatta per farlo. Se Cassano, Palacio o chi per loro stanno bene e sono in grado di scendere in campo allora non c’è alcun motivo per lasciarli fuori contro la Lazio. La Lazio è ancora in corsa per la zona Europa League quante motivazioni in più potrebbe avere dei nerazzurri? Le motivazioni le ha anche l’Inter, sebbene diverse. La Lazio ha una condizione generale migliore, ma non motivazioni più grandi. A Roma hanno fatto un ottimo cammino in Europa League, sono in finale di coppa Italia e hanno ribaltato un campionato che negli ultimi tre mesi non aveva fornito indicazioni positive. Tutto questo, ovviamente, fa crescere il morale e la convinzione nei propri mezzi. C’è il rischio che si possa vedere un “biscotto” imposto dagli spalti, come fu per quel Lazio – Inter in cui apparve sugli spalti dell’Olimpico il celebre striscione “OH NOOOO”? Probabilmente avremo una partita che non sarà accompagnata da grande entusiasmo sugli spalti. Detto ciò ogni partita è vista da tutti che, in un particolare momento come questo, non credo sia possibile avere un condizionamento del genere dagli spalti per motivazioni, voglia di mettersi in mostra, voglia di non sbagliare anche perché ogni scelta condizionerebbe il futuro di questi atleti. Io credo che sul campo vincerà la voglia di mostrare il vero valore delle due squadre. Da ex difensore: come si ferma questo Klose? Klose è uno di quei giocatori che ha qualità immense. La più importante è quella di avere una concentrazione massima nel capitalizzare tutto ciò che passa nella sua zona. L’attenzione è l’elemento cardine per fermare un killer d’area come Miroslav Klose e devo aggiungere che l’Inter, quest’anno ha proprio nella concentrazione in fase difensiva uno dei difetti più grandi. Chi sarà l’uomo decisivo dell’incontro? Facile dire Klose chiaramente, perché è l’uomo che sta meglio in questo momento, però non è mai facile individuare chi a priori possa essere decisivo con due squadre di questo livello. Le critiche attorno a Stramaccioni sono sempre molto pesanti. A conti fatti andrebbe confermato a fine stagione? Io lo confermerei. Stramaccioni andrebbe valutato dopo una stagione di crescita e di lavoro, con una squadra sana e all’altezza della competizione. Se devo scegliere un’alternativa penso che la storia del nostro calcio ci dica che non c’è nessuno in Italia migliore di Guidolin nel gestire una squadra di alta classifica.

Lunedì 6 maggio, giorno del loro fidanzamento, a Roma hanno pronunciato il fatidico “sì”. Il portiere della Lazio e della Nazionale Federico Marchetti e la sua fidanzata, l’affascinante modella e showgirl Rachele Mura. Dopo ben otto anni di legame, la coppia è convolata a nozze. Federico, dopo un rapido viaggio di nozze, tornerà a vestire la maglia azzurra per la Fifa Confederation Cup, una trasferta brasiliana davvero impegnativa. Rachele invece continuerà ad affrontare il suo percorso artistico e guarda stranamente più in casa nerazzurra che in quella biancoceleste. A tenere banco all’Inter infatti è ancora la questione portiere. Dopo che dalla Spagna è giunta la notizia di un’offerta importante da parte del Barcellona per il numero uno nerazzurro Handanovic, la dirigenza si interroga se accettare o meno i 28 milioni di euro proposti dai blaugrana per l’estremo difensore sloveno. Il dopo Handanovic avrebbe già un nome: quello di Federico, secondo gli esperti, uno tra i più interessanti del panorama calcistico italiano, tanto da essere il vice di Buffon già negli ultimi Mondiali del 2010. I buoni rapporti che intercorrono tra le due società renderebbero poi l’operazione più semplice, considerate anche le difficoltà oggettive che gli altri club incontrano nel trattare con il presidente Claudio Lotito. Federico è nato tra la squadra allievi del Bessica, formazione della provincia trevigiana. Ha sentito la vocazione del numero uno, da subito. Sotto stretta osservazione dal Torino, nel 2002 ha indossato la maglia della Pro Vercelli prima di far gavetta in Serie C1 con il Crotone e poi in B con il Treviso. Nel 2005 ha militato nella Biellese ma la stagione successiva, a 23 anni, è passato per… 500 euro dall’Albinoleffe. La stagione successiva è divento titolare ma poco prima dei play-off ha subito un intervento al gomito. Nel 2008 passa al Cagliari. Il 5 luglio 2011 lo acquista la Lazio per poco più di 5 milioni.

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