L’INCERTEZZA, come si sa, è deleteria per inseguire risultati di prestigio. Ma la confusione, se possibile, è una medicina ancora peggiore. Ecco, il Milan di questi giorni, impegnatissimo a non vanificare una rimonta che l’ha portato fino al terzo posto e che garantirebbe la qualificazione alla Champions League, conditio sine qua non il club possa continuare ad avere ambizioni di vertice, in questi giorni è incerto e confuso. “Colpa”, innanzitutto, di Silvio Berlusconi , che la scorsa settimana ancora una volta ha scosso l’ambiente rossonero con dichiarazioni inopportune, ma non fraintendibili. E colpa anche della squadra, che tre settimane fa aveva a disposizione un match ball facile facile contro la Fiorentina (2-0 nell’intervallo e undici contro dieci in campo), eppure l’ha gettato al vento.


LA SITUAZIONE 
Si può discutere all’infinito se sia giusto o meno confermareAllegri sulla panchina del Milan. Ma in questo momento, sarebbe una discussione sterile. Perché Lui ha già deciso: deve andarsene. Senza però che, al tempo stesso, abbia avuto la franchezza di comunicarlo al diretto interessato e, ancor peggio, ad Adriano Galliani , che continua a difendere Allegri con strenua caparbietà. Anche ieri, a Milanello, non ha mancato di lanciare il suo messaggio indiretto: «Vado a pranzare con il mio allenatore del cuore….», il commiato dai giornalisti al Centro Sportivo di Carnago.
LA CONFUSIONE Ieri è stata una giornata emblematica su come il Milan stia rischiando di rovinare tutto quello che ha faticosamente costruito in quest’anno. La notizia della firma di Allegri con la Roma per i prossimi tre anni, ha provocato solo smentite: i siti ufficiali della Roma, del Milan e pure dell’Inter (tirato in ballo nell’articolo del Corriere della Sera per aver cercato Allegri, ricevendo un cortese rifiuto) fin dal mattino hanno subito negato le ricostruzioni dei fatti presente nell’articolo. Non solo: ma persino Berlusconi, evidentemente, ha capito che la situazione gli stava scappando di mano. Tanto che si è sentito in obbligo di chiamare a sua volta il tecnico, per esprimergli 

Smentite le voci sulla Roma, però il presidente ha deciso. Galliani pensa solo al 3° posto. Seedorf il prescelto: ma ha molti contro

la sua vicinanza. Ma si è trattato, ovviamente, di un pentimento tardivo: resta il fatto che tutto questo è nato per quel muro che il presidente ha deciso di costruire nei confronti di Allegri, rafforzato di mese in mese da dichiarazioni a volte di cattivo gusto, a volte tranchant , comunque destabilizzanti per il tecnico e per la squadra.
IL FUTURO Considerato che terzo o non terzo posto, Roma o non Roma, Allegri ben difficilmente siederà ancora sulla panchina del Milan, l’anno prossimo, si apre la caccia al successore. E Clarence Seedorf , che è di gran lunga il preferito di Berlusconi, non troverebbe un tappeto rosso ad attenderlo. A parte il fatto che non ha mai allenato, a parte la poca simpatia con una fetta consistente del tifo rossonero, anche a Milanello l’olandese non ha lasciato troppi amici. Tutti ricordano, oltre alle sue giocate di classe, anche e soprattutto le sue megalomanie, che poco si concilierebbero con il ruolo di allenatore. L’autista per ogni spostamento, la macchina per percorrere i metri che vanno dalla foresteria allo spogliatoio, i suoi amici sempre troppo numerosi e invadenti, oltre ad un’altra lunga lista di aneddoti, non sembrano renderlo proponibile.
LE ALTERNATIVE Ecco perché, oltre a Van Basten che dopo un avvio stentato sta terminando il campionato in modo più che dignitoso con l’Heerenveen, negli ultimi giorni è sempre più gettonato il nome di Van Bommel : a Milanello, è rimasto solo 18 mesi, a differenza di Seedorf che vi ha trascorso ben dieci stagioni, ma quando se ne è andato, ha pianto lui, davvero, e hanno pianto, metaforicamente, tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo. Raiola , suo procuratore, garantisce che l’anno prossimo comincerà la sua carriera da allenatore e non sembra prematuro affiancarlo già al Milan. In alternativa, resiste il nome di Donadoni mentre ha perso punti quello di Rijkaard .

TORINO. Vitor Barreto suona la carica per l’insidiosa sfida di stasera a San Siro contro il Milan di Massimiliano Allegri . Il brasiliano, appena terminata la rifinitura di ieri, volge lo sguardo al cielo e arringa così i tifosi: «Spero davvero di fare gol al Milan, sarebbe una cosa fantastica. Voglio segnare a San Siro per salvare questo Torino». Morale alto e buoni propositi, dunque, quelli dell’attaccante ex udinese che se realizzati risolverebbero non pochi problemi alla truppa

«Sarebbe fantastico fare gol al Milan»

granata. D’altronde le ultime sconfitte subite hanno appesantito la situazione di classifica e creato qualche preoccupazione in tutto l’ambiente. Ma il brasiliano, e con lui tutti i compagni, è intenzionato a imprimere una svolta positiva al cammino granata e a completare quell’opera avviata bene e un po’ compromessa dalle ultime esibizioni.
RISALIRE Ma adesso occorrono punti. Dove e come non conta, basta che arrivino, in fretta. Anche soltanto un pari con il Milan servirebbe come il pane, in attesa degli imminenti incontri meno pericolosi per archiviare una stagione più che positiva, almeno fino a qualche settimana fa e pensare al futuro. Una vittoria il prima possibile rimane dunque indispensabile per scacciare quei fantasmi che rischierebbero di materializzarsi stasera, se contro il Milan dovesse andar male. Mercoledì, in occasione del turno infrasettimanale di campionato, è in programma all’Olimpico un match di fondamentale importanza, quello contro il Genoa di Davide Ballardini , reduce dal successo di Verona sul Chievo e che oggi ospita un Pescara ormai retrocesso. Potrebbe essere l’occasione giusta, insomma, per mettere a posto definitivamente la classifica e per infliggere un colpo tremendo a una diretta concorrente per la salvezza. Ma guai a fallire il colpo…
CLASSIFICA Scorrendo la graduatoria e il calendario delle ultime sei squadre, si scopre come i granata, escluso la sfida di stasera a San Siro, possono contare su un “programma” di incontri non certo proibitivo

La carica del brasiliano per San Siro, anche se i granata pensano già al Genoa: solo due giorni per preparare la sfida decisiva

e senz’altro migliore rispetto a chi sta loro sotto. Dopo la partita interna contro i rossoblù, ci sarà infatti la trasferta di Verona con il Chievo e la gara dell’Olimpico con il Catania. In sostanza il Torino ha un certo margine di “operatività” che non deve assolutamente sciupare. Resta il fatto che molto ruota attorno alla partita di mercoledì con il Genoa, appuntamento che condizionerà tutta la volata salvezza.
GENOA I rossoblù ora veleggiano a quota 32 punti insieme con il Palermo, e, come detto, oggi ospitano il Pescara. Vincendo salirebbero a 35 punti e, nel malaugurato caso che il Torino dovesse cadere a San Siro, lo scarto si ridurrebbe a un solo punto. Chiaro che il Genoa, mercoledì, salirà a Torino per dare battaglia, consapevole che uno scivolone contro i granata costituirebbe una mazzata alle proprie speranze di permanenza in serie A. Gli ultimi avversari del Genoa sarebbero poi la rabberciata Inter di Andrea Stamaccioni a Marassi e l’incostante Bologna di Stefano Pioli al Dall’Ara.
PALERMO E SIENA Il Palermo di Giuseppe Sannino proverà oggi a gustare la festa scudetto della Juventus, poi affronterà due delle squadre attualmente più in forma del campionato e in lotta per l’Europa: l’Udinese di Totò Di Natale in casa e la Fiorentina di Vincenzo Montella fuori. Chiuderà infine con il Parma al Barbera. Per i rosanero tra partite quasi proibite prima dell’abbordabile match contro gli emiliani. Per centrare la salvezza i siciliani dovrebbero centrare almeno un’impresa, altrimenti il loro destino sarà segnato. Ancora più impervio il calendario che attende il Siena di Beppe Iachini , ora a quota 30 punti: Catania in trasferta, il derby toscano con la Fiorentina in casa, il Napoli al San Paolo e chiusura al Franchi con il Milan. Per i bianconeri toscani sarà davvero dura.

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