«Siamo come terremotati» commenta sconfortato Vladimiro Longhi, sindaco di Bentivoglio, comune a una ventina di chilometri da Bologna. Di fronte a lui case scoperchiate e capannoni danneggiati. Ma questa volta non è stato un sisma, come accadde quasi un anno fa. Questa volta la forza distruttrice della natura è partita dal cielo: trombe d’aria e grandinate. Una perturbazione che partendo dal Modenese ieri pomeriggio verso le 5 e mezza, si è spenta un’ora dopo nel Ferrarese attraversando la provincia di Bologna. Sessanta minuti terribili che hanno lasciato dietro di sé, ed è solo un primo bilancio, oltre un centinaio di case danneggiate, tetti di fienili divelti così come quelli di strutture agricole e industriali. E anche undici feriti, sei portati precauzionalmente in ospedale, la maggior parte colpiti da calcinacci o oggetti trasportati dal vento. Quasi tutto il territorio colpito si trova nel cratere del sisma del maggio 2012. Mirandola è stato uno dei luoghi simbolo di quelle scosse, e anche ieri i suoi cittadini sono stati costretti a contare i danni. Così come a Castelfranco Emilia, o ad Argelato nel Bolognese dove il primo cittadino Andrea Tolomelli dice: «A memoria d’uomo da queste parti non si era visto un fenomeno del genere, non se lo ricordano neppure persone che hanno 70-80 anni». Interrotta la linea ferroviaria Bologna-Padova per colpa di un albero caduto sui binari; all’Interporto di Bologna i container sono stati spostati a diversi metri di distanza. Difficile fare una stima dei danni, anche se la Coldiretti parla già di milioni di euro. Sicuramente decine di famiglie hanno dovuto passare la notte fuori casa. A Mirandola si sono subito recati il presidente della Regione Vasco Errani e il direttore della Protezione civile Maurizio Mainetti. Promette il governatore: «Nelle prossime ore integreremo la richiesta di stato di emergenza nazionale già al vaglio del governo dopo il maltempo e le frane che hanno colpito il nostro Appennino, inserendo anche questa nuova emergenza. È evidente, come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, che è indispensabile una risposta rapidissima ed inderogabile». Non c’è pace per l’Emilia. Dopo il sisma, le alluvioni e le frane anche le trombe d’aria documentate da moltissimi cittadini con foto e video subito messe sui social network. Immagini per documentare l’ondata di maltempo eccezionale e anche per rafforzare la richiesta di aiuto per queste terre così duramente messe alla prova.

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