GENOVA. Arriva sempre in una stagione quel momento in cui una partita vale tutto. Per il Genoa quel momento è oggi, a Verona. Perché ci sono in ballo tre punti che potrebbero valere il doppio. La corsa ormai è a tre con Siena e Palermo. La classifica fotografa una situazione impietosa, penultimo posto e l’obbligo di finire davanti al Siena, perché gli scontri diretti sono negativi, e segnare più gol del Palermo, perché a pari punti conterebbe la differenza reti. Ma il calendario offre un’occasione da non lasciarsi scappare. Mancano cinque gare, quindici punti sulla carta. Forse ne basteranno meno, ma si deve iniziare a vincere proprio a partire da oggi, anche se in trasferta il bottino pieno manca da fine novembre. Le avversarie di Siena e Palermo però si chiamano Roma e Inter, squadre in piena lotta per l’Europa. Il Chievo proprio domenica – sbancando Siena – ha virtualmente raggiunto la salvezza. Mentalmente e inconsciamente potrebbe essere più scarico ma toccherà al Genoa fare la gara della vita. Non è un’ultima spiaggia visto che le dirette concorrenti sembrano giocare a chi fa meno, tanto che persino il punto conquistato in casa contro l’Atalanta alla fine è venuto utile.

STIMOLI Non è però più il tempo di accontentarsi: servono i fatti. Lo sa DavideBallardini . Il tecnico più volte ha ripetuto il concetto di «squadra», «dell’essere squadra e solo così si possono superare le difficoltà». Anche se il presidente EnricoPreziosi in settimana è stato sibillino proprio su questo concetto, quando ha sottolineato che «in un gruppo non abbiamo lo stesso modo di pensare, qualcuno soffre un po’ meno. Il gruppo si compatterà con quelli che hanno voglia di vincere». Senza mezze misure: servono solo i tre punti per rimanere vivi o, magari, altri risultati permettendo, ritrovarsi questa sera in una posizione migliore di classifica. Anche per questo non è stata una settimana come le altre, dal blitz del presidente con un’ora di confronto negli spogliatoi di martedì, al nervosismo nella partitella di giovedì sino alla decisione di anticipare di un giorno la partenza per Verona. Tutti segnali per compattare il gruppo in una sfida che vedrà i rossoblù accompagnati da oltre un migliaio di tifosi: potranno acquistare i biglietti anche allo stadio se in possesso della tessera «Dna Genoa».
TOCCA A RIGONI Ballardini opterà per il 3-5-2 con la coppia Borriello – Floro Flores titolari mentre l’infortunato Kucka sarà sostituito da Rigoni : dovrebbe aver vinto il ballottaggio con Bertolacci reduce da una settimana di super lavoro dopo lo stage con l’Under 21, come Immobile che partirà dalla panchina. L’ultima rifinitura poi ha privato il tecnico anche di Ferronetti . Per lo sfortunato difensore frattura della falange ungueale dell’alluce destro e uno stop indicativo di una ventina di giorni. Ventuno quindi i giocatori sui quali fare affidamento e chissà se Ballardini guardando negli occhi i suoi ragazzi prima della partita li arringherà come Al Pacino in «Ogni maledetta domenica». Perché anche se quella di oggi è una partita vera e non un film, gli spogliatoi alla fine sono tutti uguali. «O noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente», sembra infatti proprio il concetto che il tecnico continua a ripetere da giorni.

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