DIRETTA TORINO-JUVENTUS STREAMING DERBY Questa volta vale davvero di più. Per il Toro. Perché la Juve ha già tra le mani lo scudetto: si tratta di stabilire quando e dove ufficializzare, non “se”. Mentre il Toro continua a rimandare l’appuntamento con il proprio obiettivo minimo. Questa volta vale di più e non soltanto perché è un derby. Oddio, come motivazione sarebbe più che sufficiente, soprattutto per chi non lo vince dal secolo scorso (e gli anni Duemila si sono presi la scena già da un po’). Qui però in ballo non c’è “solo” la storia, semmai la solita storia di questi tribolati anni granata. Ovvero la salvezza da ri-conquistare, perché appena un mese fa, dopo la vittoria sulla Lazio, la pratica sembrava pronta per essere girata agli archivisti.

L’ULTIMO VALZER Invece il Toro è ancora in ballo, visto che negli ultimi quattro turni ha rimediato appena un pareggio, in extremis, a Bologna. Pari griffato Rolando Bianchi , che nonostante la doppia cifra di stagione e l’ottima forma esibita di recente si appresta a vivere il suo ultimo derby. Perlomeno della Mole, dal momento che radiomercato lo vuole al centro di un attualissimo braccio di ferro tra le genovesi. Cose che oggi contano poco. L’ultimo a pensarci sarà proprio lui che, a proposito di rumors, nelle ore di vigilia ha visto salire le proprie quotazioni nel ballottaggio che per una volta non riguarda Meggiorini , sicuro titolare, ma Barreto. Giampiero Ventura ritrova pure Matteo Brighi e non è cosa, né corsa (i centrocampisti granata iniziano ad avere il fiato corto) da poco. Verrà buono nella ripresa l’ex romanista, se il contesto lo richiederà.
RIBALTAMENTO DEI RUOLI Il meteo prevede pioggia battente, con intensificarsi delle precipitazioni attorno alle 15. Campo pesante, insomma, il che di solito è un favore del destino concesso alla squadra meno tecnica. Ma il Toro di quest’anno sfugge alle classificazioni: ama manovrare palla a terra e sfoggiare idee, giocate di qualità. Tutto bello e abbastanza giusto, non fosse che nelle ultime otto partite viaggia a quasi tre gol di media. Incassati, però.
IL RISVEGLIO Squadra bella e fragile, quella di Ventura. Abbastanza anomala, perfettibile, promettente. Oggi però il vecchio tremendismo granata è un concetto da cui non si può prescindere. Senza però sfociare nei gesti plateali alla Glik dell’andata. Quelli il Toro non se li può permettere (né sono consigliabili per ragioni di ordine pubblico), tantomeno con quella classifica a fare da zavorra. Servono punti, tre sarebbero perfetti in tutti i sensi. Il sogno granata, salvezza e derby insieme, non convince i bookmakers: ma pure loro sbagliano. Certo sarebbe il momento giusto per svegliarsi (dopo le troppe dormite recenti) e accorgersi che il sogno è diventato realtà. 

Pare che il problema di conquistare lo scudetto nella casa del Torino non se lo siano mai veramente posto, i giocatori della Juventus. Nel senso che il derby, di per sé, basta e avanza per motivarli verso una grande partita. Questione di orgoglio e, soprattutto, di mentalità. Nel giro di due stagioni Antonio Conte ha trasformato la raffazzonata e rassegnata truppa dei due settimi posti in un gruppo ferocemente insaziabile. Lo scudetto? Sì, certo. Ma vogliono anche il derby, ultimo

Il derby: “trofeo” al di là del titolo

scalpo di una stagione punteggiata da sfide il cui significato travalicava i tre punti in classifica.

IL BRUCIO 
La vittoria di San Siro contro l’Inter è un esempio lampante: a pochi giorni dal quarto di finale contro il Bayern, in un momento in cui avrebbe anche potuto pensare a un precauzionale “risparmio energetico”, la Juventus non ce l’ha fatta a scordare la sconfitta dell’andata (la prima subita allo Stadium) e al “brucio” che aveva provocato. E, affamati di vendetta, i ragazzi di Conte sono scesi in campo per vincere a tutti i costi. Un caso analogo è accaduto con il Milan, la cui sconfitta nel girone di andata era stata mal digerita dal gruppo bianconero.

L’APPLAUSO 
Conte, insomma, è al comando di un gruppo di cannibali che oggi affronterà il derby con la foga agonistica che una stracittadina merita, senza farsi ammorbidire dallo scudetto in arrivo e che non correrebbe grossi rischi pure in caso di sconfitta o pareggio. È un derby e lo vogliono vincere, anche per ringraziare i tifosi, che alla sfida con il Toro ci tengono a prescindere. Quell’applauso ricevuto dopo la seconda sconfitta contro il Bayern Monaco, costata l’eliminazione della Champions, ha toccato la squadra bianconera che vorrebbe “sdebitarsi” con un regalino impacchettato con carta granata.

VIDEO 
Con quale spirito scenderà in campo la Juventus lo spiega il messaggio lanciato via Internet da Chiellini : «Andate a vedere cosa mi sono riguardato per prepararmi al derby». Il link allegato porta a un video del 7 marzo 2009, quando – proprio sul terreno dell’Olimpico – un suo gol di testa decise il derby nei minuti finali di partita.

SUPREMAZIA 
Sazi? No, c’è ancora posto per il dolce sapore di un derby vinto “in trasferta”, allungando una striscia sempre più mostruosamente lunga di “non vittorie” del Torino e mantenendo quella «supremazia cittadina» che – nella scia di Chiellini – il torinese adottivo Conte ha citato, non a caso, ieri mattina. È un derby e uno come lui lo vuole onorare fino in fondo.

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