PESCARA-NAPOLI 0-3
MARCATORI: st 1’ Inler, 13’ Pandev, 37’ Dzemaili
PESCARA (4-4-2): Pelizzoli 7.5 (19’ st Perin ng); Zanon 6, Cosic 5, Capuano 5, Balzano 5; Di Francesco 6, Togni 5.5, Rizzo 5.5, Caprari 5.5 (16’ st Celik 5); Sculli 6 (25’ st Cascione ng), Sforzini 6. A disp. Bianchi Arce, Zauri, Bocchetti, Bjarnason, Caraglio, Abbruscato, Vukusic. All. Bucchi 6NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis 6.5; Campagnaro 6, Cannavaro 6, Britos 6; Maggio 6.5 (28’ st Mesto ng), Dzemaili 7, Inler 6.5, Zuniga 6 (17’ st Armero 6); Hamsik 6; Insigne 6, Pandev 6.5 (34’ st Calaiò ng). A disp. Rosati, Colombo, Gamberini, Rolando, Grava, Donadel, El Kaddouri. All. Mazzarri 6.5ARBITRO: Romeo di Verona 6.5NOTE: spettatori 15.000. Ammoniti: Britos, Di Francesco, Balzano per gioco falloso. Angoli: 6-4 per il Napoli. Recupero tempo: pt 0’, st 3’

WALTER MAZZARRI supera anche la trappola Pescara. Il Napoli blinda ulteriormente il secondo posto e costringe la Juventus a rinviare ancora i festeggiamenti per lo scudetto “matematico”. Una partita a senso unico, nonostante un Pescara volenteroso e ordinato nel primo tempo, che si è srotolata facilmente dopo che Inler ha rotto, anche un poco fortunosamente, gli equilibri: «Queste partite bisogna cercare di sbloccarle per evitare di farsi benire l’ansia – ha spiegato Mazzarri, a cui in mattinata De Laurentiis ha ribadito di essere pronto a far firmare un triennale – Cavani? Non siamo dipendenti, lo sappiamo. L’importante è avere concentrazione. Lo scudetto? Se il cammino di quest’anno lo avessimo fatto l’anno scorso lo avremmo vinto. Giusto fare i complimenti alla Juventus». Che, comunque, sarà costretta a rimandare la sua festa scudetto proprio in virtù di questa voglia del Napoli di non arrendersi e di questa sua ritrovata freschezza anche atletica.ILLUSIONE La partita, del resto, l’ha “fatta” il Napoli fin dall’inizio, ma senza l’adeguata rapidità di manovra. Vabbè, una volta il gol l’aveva pure segnato (al 16’) ma l’arbitro di porta è stato bravo ad aiutare l’assistente di linea che in primo istante aveva convalidato: Insigne, ampiamente oltre l’ultimo difensore avversario, era in fuorigioco perché il tocco decisivo, nel contrasto che ha generato l’ultimo passaggio, è stato di Dzemaili. Il Pescara, con un 4-4-2 compatto, ha chiuso gli spazi e quando non ci sono arrivati i centrali, di centrocampo o di difesa che fossero, ci ha pensato Pelizzoli con tre ottime parate su Hamsik, Insigne e Dzemaili. Interessante, al di là dell’indubbio divario tecnico, l’assetto tattico con cui Bucchi ha schierato il Pescara: linee molto compatte con gli esterni di centrocampo pronti a spingere. E una menzione la merita Federico Di Francesco, figlio del tecnico del Sassuolo, che ha mostrato personalità, corsa e tecnica adeguate al palcoscenico. Grande “mestiere”, poi, quello con cui capitan Sculli si è adattato al ruolo per lui non usuale di seconda punta.
VIA I FANTASMI Ma, con il Napoli che faticava a segnare, si materializzava un fantasma – quello di Cavani, ovvio, assente per squalifica – che ben poco aveva a che fare con questioni tattiche. A esorcizzarlo ci ha pensato Inler dopo appena 44 secondi nella ripresa: decisiva, sul suo tiro da fuori area, la deviazione che ha spiazzato Pelizzoli. Un gol che spezza gli equilibri, anche motivazionali: si allenta la morsa degli abruzzesi e, dopo una prima facile occasione fallita, Pandev segna girandosi, senza alcuna pressione, in piena area. Prova a ridisegnare il Pescara, Bucchi, ma un colpo di testa di Sculli e un tiro di Di Francesco esauriscono la reazione. Facile, da parte del Napoli, condurre in porto la vittoria aggiungendo pure il sigillo di Dzemaili con un gran tiro da fuori area. Un Napoli che sa vincere anche senza Cavani: «Ma lui è il nostro bomber e lo aspettiamo – ha tagliato corto Pandev – Era importante vincere, non chi segnava: volevamo blindare ancora di più il secondo posto e ci siamo riusciti».

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