Due punti in tre partite sono lo specchio fedele del momento Milan. Un momento di evidente affanno, dopo una lunghissima rincorsa che aveva portato la squadra dal terzultimo posto alla zona Champions. La terza posizione, al momento, è ancora appannaggio dei rossoneri, ma il vantaggio sulla Fiorentina è rimasto di un punto appena, con la differenza però che la squadra di Montella appare più fresca e psicologicamente più libera. Il terzo posto sarebbe il coronamento di un sogno e non lo spartiacque,

ALLEGRI «Nelle ultime 5 gare mi auguro almeno di mantenere il 3° posto»

come è al Milan, tra continuità e (probabile) rivoluzione.
LA PANCHINA Una rivoluzione, ovviamente, che non riguarderebbe tanto la squadra, già profondamente rinnovata nella scorsa estate, quanto la panchina. Perché l’insofferenza di Berlusconi nei confronti di un tecnico mai amato potrebbe prendere il sopravvento. Galliani fa scudo attorno ad Allegri, ma un’eventuale mancata qualificazione in Champions League, oltre a ridimensionare tutti i progetti e a provocare uno sconquasso economico di non piccola entità, obbligherebbe comunque ad una riflessione pure sulla guida tecnica. E c’è da dire che il tecnico ne è consapevole, visto come ha risposto alla solita domanda sul suo futuro: «Spesso sono in discussione, ma ultimamente lo sono meno del solito e questo mi manca un po’… Per adesso sono in panchina, speriamo di non fare danni nelle ultime cinque partite». Sa benissimo come vanno le cose, sa benissimo cosa pensa Berlusconi e sa che la sua posizione è tutt’altro che salda.
L’ANALISI Prima, Allegri aveva anche riletto l’andamento del match: «Abbiamo fatto una buona partita, è stata equilibrata. Tecnicamente abbiamo sbagliato negli ultimi sedici metri. Abbiamo concesso poco ed abbiamo avute poche occasioni. Dispiace uscire sconfitti, la prima del girone di ritorno. Ci rimangono queste cinque partite da giocare nel migliore dei modi. Sapevamo di avere un trittico di partite importanti, era normale poterci ritrovare con la Fiorentina a ridosso. Il match balll’abbiamo fallito proprio in casa dei viola, quando sul 2-0

«Tra Milan e Juve ci sono 18 punti di distacco, però adesso è normale: rivediamoci tra un anno. Il mio futuro? C’è chi mi mette in discussione, ma…»

potevamo chiudere i conti». Nega che la squadra si stia sciogliendo: «Non dobbiamo avere paura perché abbiamo fatto una buona prestazione contro la Juventus che sta dominando il campionato. Non abbiamo concesso nulla, ma se commettiamo errori come quello nel rigore, è l’imponderabile del calcio».
LA DIFFERENZA La vigilia era andata avanti sulla querelle dei punti. Adesso ce ne sono 18: «Se ci sono 18 punti tra noi e loro, è normale che ci sia differenza. L’anno prossimo vedremo il vero valore delle squadre, perché ripartiremo con una formazione già fatta e magari rifinita. Nel girone di ritorno siamo in media scudetto, possiamo chiudere il girone di ritorno con più di 40 punti. L’anno prossimo potremo puntare allo scudetto. Ora però pensiamo ad arrivare terzi e sarà una grande stagione. La fortuna non ci ha aiutato: Abbiati fuori, poi Ambrosini ,Montolivo che da due settimane si allena pochissimo ma devo farlo giocare. E poi l’errore sul rigore».
GALLIANI Prima della partita, l’ad aveva ancora una volta ribadito la sua fiducia nel tecnico: «La squadra sarà confermata integralmente, dalla panchina al campo. Cercheremo di difendere il terzo posto, quando eravamo terzultimo avrei firmato per questo». Ma adesso la situazione è cambiata. E soprattutto arriveranno anche questa volta l’eco della rabbia di Berlusconi. Che già era furibondo dopo l’inopinato pareggio con la Fiorentina, che è poi la “madre” di tutte le difficoltà attuali. E che non potrà certo essere soddisfatto della prestazione contro la Juventus: un Milan apparso scarico, incapace di reagire, senza un gioco, anche se non mancavano i giocatori a trazione anteriore, come il presidente pretende. Ma schierare tre attaccanti e mezzo per poi non costringere Buffon a nessun tuffo (un paio di palloni gli sono arrivati tra le braccia, per il resto zero assoluto) non vale ad essere assolti.

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