TORINO. Gol, partita, scudetto. Risolve Vidal , rigorista guerriero, uno dei pochi che non si adegua all’andamento lento generale: lotta, ringhia, morde, pattuglia il centrocampo e finisce per arrivare poco al tiro. Insomma, alla fine, la prima volta che è veramente libero di tirare in porta è quando l’arbitro Banti fischia il penalty e lui si incarica di batterlo. Va, sguardo truce, calcia con violenza e chiude qualsiasi discorso sullo scudetto perché ora è davvero difficile pensare a un finale diverso, il problema è solo stabilire

VIDAL «Contava vincere: passo verso lo scudetto»

quando la Juventus festeggerà il trentunesimo titolo della sua storia. Vidal, quindi, si può prendere la soddisfazione di aver messo il timbro sul titolo, con il suo tredicesimo gol stagionale.
FEDELE ALLA LINEA Non chiedetegli però di pronunciare la parola, perché il guerriero, fedele agli ordini del comandante Conte , rimanda qualsiasi festeggiamento: «Mancano quattro punti e soprattutto cinque partite. Noi vogliamo continuare così fino alla fine, onorare il campionato con altrettante vittorie, vogliamo ripetere quello che abbiamo fatto l’anno scorso. Ora, per esempio, ci aspetta il derby con il Torino, una partita meravigliosa: sarebbe bello vincere bene anche quella. Per questo dobbiamo concentrarci, superare la fatica di questa partita e pensare ai prossimi avversari». Il che potrebbe anche includere qualche pensierino scudetto, visto che già domenica potrebbe esserci l’aritmetica certezza della vittoria. «Ma lasciamo perdere, sennò Conte si arrabbia, lui ci vuole concentrati e ci vuole far lavorare fino alla fine, quindi continuiamo così».
L’ESPRESSIONE Anzi, magari un po’ più forte. Perché ieri la Juventus (così come il Milan) non hanno certo brillato per agonismo e intensità. Vidal sospira e ammette: «Il Milan ha gestito bene la palla nel primo tempo, chiudendosi sempre con grande attenzione. Noi abbiamo corso troppo e a volte l’abbiamo fatto a vuoto. No, non è stata una bellissima partita, ma l’importante era vincere». Già, e in fondo è bastata una follia di Amelia per far saltare i calcoli di Galliani che aveva tentato una scalata aritmetica al concetto di Milan forte come la Juventus.

«Ma niente calcoli: Conte si arrabbia! Il futuro? Sono felice a Torino e orgoglioso di stare nella Juventus»

Dopo il rigore suAsamoah , trasformato da Vidal, la Juventus è davanti al Milan anche contando i punti solo dalla 14ª giornata, (45 a 44), come ha fatto nei giorni scorsi l’amministratore delegato milanista. D’altra parte la classifica “reale” mette la Juventus 18 punti sopra il Milan e a un passo dallo scudetto, per il quale i rossoneri quest’anno non hanno mai concretamente combattuto. Men che meno ieri sera, in una partita che le due squadre hanno adagiato su un ritmo soporifero, facendo rimpiangere certi Trofei Berlusconi ferragostani, quando almeno c’era la curiosità di vedere i nuovi acquisti. «Stanchezza? No, non credo. Ogni tanto può capitare una partita meno brillante, anche il Milan è stato bravo a lasciarci poche occasioni». E gli attaccanti della Juventus, anzi l’attaccante (ieri c’era il solo Vucinic di punta nello sperimentale 3-5-1-1 contiano), non è riuscito a incidere.
TRANQUILLI Tant’è che Vidal, con il suo rigore atomico, ha raggiunto proprio il montenegrino in cima alla classifica dei cannonieri bianconeri: 13 gol a testa. Pochini per un attaccante, tantissimi per un centrocampista che, oltretutto, recupera palloni e difende. Il cileno è l’icona del centrocampista moderno, l’uomo che qualsiasi allenatore vorrebbe schierare nella sua linea mediana e per il quale molti presidenti sono pronti a fare follie. Il popolo bianconero tiene il fiato sospeso, temendo che un assegno con tanti, tanti zeri possa far vacillare i vertici bianconeri, ma dopo le rassicurazioni di Marotta («Vidal non si vende»), arrivano anche le parole d’amore di Arturo: «Sento che si parla molto di me, ma io sono tranquillo, anzi tranquillissimo. Sono felice a Torino, sto bene qui con la mia famiglia e soprattutto sono orgoglioso di vestire la maglia della Juventus». Tutti sanno che le parole possono volare nel vento, sempre più leggere dell’oro del calciomercato, ma ieri sera i tifosi bianconeri sono andati a letto più tranquilli. Come Vidal.

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