UN LUNGO colloquio per porre le basi sull’Inter che verrà. Nonostante il periodo sia oggettivamente difficile, la fiducia di Massimo Moratti nei confronti di AndreaStramaccioni non è mai venuta meno e non soltanto perché non c’è al momento nessun allenatore che stuzzichi le fantasie presidenziali. La conferma si è avuta ieri quando i due si sono rivisti per la terza volta in tre giorni: la prima nel post partita con la Roma (quando Moratti ha “consolato” l’allenatore per l’eliminazione sostenendo che, con la penuria di materiale umano a disposizione, sarebbe stato impossibile fare meglio), la seconda giovedì nella lotteria pro-Emergency (dove i due hanno molto scherzato e cinguettato tra loro), la terza ieri quando hanno avuto un lungo colloquio per discutere sui mali dell’Inter (a proposito: in Pinetina

Il lungo incontro tra i due ha dimostrato come il feeling resti immutato, però serve un cambio di marcia malgrado le difficoltà. Al momento nessuno dei papabili sostituti convincerebbe il patron

hanno terminato l’allenamento tutti sani e salvi, visti i tempi una notizia) e continuato a programmare il futuro. Questo non significa che Stramaccioni sia immune da tempeste: l’opposizione interna resta molto attiva e un finale di stagione sotto il segno di nuove sconfitte potrebbe portare Moratti a ripensare la posizione dell’allenatore. A tal proposito, il presidente ha chiesto – pur comprendendo le oggettive difficoltà di manovra dell’allenatore – una rapida inversione di rotta già a partire dalla gara con il Parma anche perché va centrato l’obiettivo Europa League, possibilmente senza dover transitare dalla tagliola del preliminare di inizio agosto. Questo essenzialmente per due validi motivi: in primis Moratti è convinto che l’Europa debba essere palcoscenico naturale per un club come l’Inter, in secondo luogo la manifestazione può rappresentare un’importante valvola di sfogo per quei giocatori che rischiano di trovare poco spazio in campionato. Tanto per essere in tema, qualora all’Inter restasse soltanto il campionato, sarebbe molto difficile per i vari Botta eLaxalt oppure Andreolli trovare continuità e dimostrare di essere da Inter. Il tutto nella speranza che nella prossima stagione, una volta portati tutti i correttivi del caso allo staff medico e al comparto preparatori, Stramaccioni abbia la possibilità di ruotare senza patemi i vari giocatori tra campionato e coppe.

FUTURO CON IL 4-3-3 
Il lungo colloquio tra presidente e allenatore rinforza oggettivamente Stramaccioni e conferma come Moratti, dopo aver attuato un anno fa una scelta coraggiosa e controcorrente, sia convinto a portare avanti le sue idee. Il patron è rimasto alquanto scottato dalle esperienze Benitez Gasperini e non vuole certo ritrovarsi con un allenatore a lui inviso, il che – in passato – è stato preludio di sventura. Poi c’è un altro fattore che rafforza la posizione di Stramaccioni: Moratti è convinto che aver finalmente programmato il mercato con grande anticipo, possa rappresentare un obiettivo elemento di forza per il futuro più immediato. A tal proposito Stramaccioni ha mostrato idee chiare sia sotto il profilo del sistema di gioco che l’Inter adotterà in futuro (ovvero il 4-3-3), sia sui nomi individuati per rinforzare la rosa a sua disposizione (come si evince dal pressing sul Cagliari per Nainggolan Ibarbo per esempio). Il tutto senza dimenticare che Moratti, onde evitare che si ripetano i problemi avuti in questa stagione, dovrà essere ritagliato intorno al tecnico uno staff che lavori in sintonia con lui sin dal primo giorno, cosa che non è certo avvenuta da novembre in poi.
I PAPABILI NON CONVINCONO C’è un ultimo jolly che può vantare Stramaccioni: i nomi dei papabili sostituti non convincono Moratti. Mazzarri sarebbe già stato bocciato dal presidente, Spalletti costerebbe troppo e Donadoni Mihajlovic Blanc varrebbero, agli occhi del patron, Stramaccioni. Il tutto a meno che il finale di stagione non costringa Moratti a scelte radicali. Però – al momento – non pare esserci all’orizzonte l’uomo in grado di raccogliere l’eredità dell’ex allenatore della Primavera. La cui conferma sarebbe prova di come Moratti voglia finalmente anteporre la progettualità a scelte umorali che in passato hanno portato a convivenze problematiche e deleterie per il bene del club.

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