Mario Balotelli non colpisce la fantasia di John Elkann , con tanti saluti al Times che lo ha inserito nella sua celebre classifica dei 100 uomini più influenti del mondo. Per la rivista americana Balotelli è una delle venti icone (categoria nella quale si trovano la cantante Beyoncé , la sciatrice Lindsey Vonn , la moglie di Obama e la principessa Kate), per il presidente della Exor, azionista di maggioranza della Juventus, non ha molto di più rispetto

ELKANN «Anche tantissimi juventini potrebbero stare nella classifica del Time»

ai protagonisti bianconeri. Snobbato? Beh, certamente non l’ha esaltato e soprattutto ha trovato un altro modo per applaudire il suo club. «C’è uno juventino che vorrebbe vedere nella classifica di Time ?», gli hanno chiesto a margine della presentazione di un accordo tra la Fondazione Giovanni Agnelli e l’Università Bocconi di Milano. E lui ha risposto: «Molti». Per poi aggiungere: «Ci sono 100 juventini che potrebbero essere in quella classifica». Come dire: di Balotelli, noi, ne abbiamo un centinaio. Uno come lui, insomma, non ci intimorisce e il carisma che gli riconosce il Time non ha efficacia nei confronti di chi rappresenta la Juventus e la sua storia.

SOLDATINO 
D’altra parte, non è un caso che Balotelli non sia fra gli attaccanti che la Juventus ha preso in considerazione negli ultimi tempi, quando SuperMario ha cambiato squadra. Questione di antico stile e di nuova attenzione agli atteggiamenti. Perché alla pari delle caratteristiche tecniche, la Juventus – questa Juventus – guarda con grande attenzione a quelle umane. E Balotelli non ha mai convinto del tutto i vertici bianconeri. Anche perché – per dirla con Cassano – Mario non è esattamente un “soldatino”, uno che si mette in riga di buon grado. E chissa se tornerebbe a esserlo Zlatan Ibrahimovic , abbastanza disciplinato ai tempi bianconeri, quando a gestirlo con pugno di ferro c’era Fabio Capello . Elkann,

Miti in copertina: il presidente della Fiat risponde con ironia e orgoglio bianconero. E poi fa una nuova battuta sibillina sul futuro di Ibrahimovic

che negli ultimi tempi viene spesso sfrucugliato sul nome dello svedese, risponde con un sorriso: «Pare che cerchi casa a Milano». Come dire: la Juventus mantiene la sua sede a Torino…

UNO CONTRO CENTO 
In fondo, al di là di Ibra e della partita di domenica sera – che Balotelli dovrà saltare proprio a causa delle sue intemperanze verbali, durante il match non la Fiorentina – il nome di Balotelli mette a confronto le diverse filosofie di Juventus e Milan, l’austerità bonipertiana da una parte e la comunicazione a tutti i costi berlusconiana. La storia ha dimostrato che tutte e due possono essere vincenti e, in fondo, lo stesso Balotelli si può criticare e biasimare sotto l’aspetto comportamentale, ma solo un pazzo può metterne in discussione il lato tecnico: calcisticamente parlando è un fenomeno, punto e basta. E la Juventus non ne ha «cento» di fenomeni come lui, ma il senso delle parole di Elkann è molto contiano , perché la via verso la vittoria che percorrono i bianconeri passa attraverso la forza del gruppo e dell’unità di intenti fra squadra, staff tecnico e società. Nessuna icona, forse, ma la stessa forza dirompente. Era anche questo che rendeva la sfida di domani sera affascinante, a tal punto da spingere PavelNedved a invocare il perdono per il giocatore milanista in nome dello spettacolo allo Stadium.

SOSTITUZIONE 
Balotelli, invece, non ci sarà. Né domani sera, né alla cerimonia in cui il Time celebrerà la famosa classifica dei cento personaggi più influenti, decisione presa d’accordo con il Milan e con il suo agente Raiola . Si potrebbe proporre alla redazione del magazine di sostituirlo con un centinaio di juventini…

Cosa ne pensi? Lascia un commento