Sul filo di lana. Magari stanotte, a poche ore dalla prima riunione del Parlamento in seduta comune che dovrà eleggere il successore di Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi è prontoalla stretta finale per chiudere l’accor – do con Pier Luigi Bersani sul nuovo presidente della Repubblica. Tutto ruota intorno alla rosa di nomi che gli ha promesso il segretario democratico: se dentro ci sarà il nome di Giuliano Amato, cosa di cui nel Pdl qualcuno inizia a dubitare visti i dubbi di vaste aree del Pd sul “dottor Sottile”, l’ex premier socialista avrà la strada spianata per il Quirinale. In caso contrario, e anche qualora Amato fosse impallinato dai franchi tiratori democratici, il Cav vireràsu MassimoD’Alemao suun candidato di estrazione popolare sondato attraverso Gianni Letta: Franco Marini in primis. Tutto, insomma, pur di evitare un quarto scrutinio al buio che potrebbe vedere vincitore Stefano Rodotà o un altro candidato gradito ai grillini. Ieri il Cavaliere, causa legittimo impedimento per le votazioni per il Colle, ha chiesto alla Corte di Cassazione per lui e i suoi legali, Piero Longo eNiccolò Ghedini, il rinvio dell’udienza del 18 aprile in cui si dovrebbe discutere dello spostamento da Milano e Brescia dei processi Ruby e Mediaset. Berlusconi vuole giocare fino in fondo la partita per il Quirinale. Rientrato in serata a Roma, dove ha subito riunito i fedelissimi, si aspetta di ricevere da Bersani una rosa di quattro nomi tra cui scegliere il successore di Napolitano: Amato, D’Alema, Marini e Anna Finocchiaro, ma anche Luciano Violante, sono ipotesi sulle quali l’intesa è possibile. L’incontro chiarificatore con Bersani, salvo imprevisti, dovrebbe tenersi oggi pomeriggio. A cavallo tra le due riunioni che ha in programma il Cavaliere: alle 11 l’ufficio di presidenza del Pdl; alle 18 l’adunata dei gruppi parlamentari a Montecitorio per ufficializzare, alla luce del possibile faccia a faccia con il segretario pd, la scelta del Pdl. In assenza di un accordo, spiega Renato Brunetta, capogruppo a Montecitorio, il Pdl presenterà una proposta «dell’intera coalizione di centrodestra », magari incentrata sul nome dello stesso Berlusconi. Il pressing sul Cav affinché sia evitato il thrilling del quarto scrutinio, quando al centrosinistra basterà raggiungere la maggioranzaassoluta del collegio elettorale per spedire sul Colle un nomesgradito al Cavaliere, si è però intensificato. Uno scenario di questo tipo, tuttavia, presuppone la convergenza del Pdl su un nome «potabile». Il preferitoè Amato. E proprio per rafforzare le chances dell’ex socialista, ieripomeriggio Angelino Alfano ha incontrato Andrea Olivero, coordinatore di Scelta civica. Il segretario del Pdl un primo obiettivo l’ha raggiunto: assicurarsi il consenso dei montiani. L’obiettivo è quello di assicurare ad Amato il consenso più largo possibile per metterlo al riparo dalle incursioni dei franchi tiratori di un Pd dilaniato da lotte intestine. Sarebbe troppo rischioso, infatti, provocare la caduta dell’ex craxiano con la prospettiva di ritrovarsi un candidato comeRomano Prodi o Rodotà, gradito al M5S, in rampa di lancio nel quarto scrutinio. Di certo c’è che il Cavaliere teme ancora il trappolone. «Finché non vedo la terna di nomi con quello di Amato dentro, non ci credo a un Bersani che si priva della possibilità di un accordo con il M5S», osserva un luogotenente berlusconiano tendente al pessimismo.

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