Per la sua guerra contro il mondo, il generale Kim Jong-un ha preparato anche una nuova colonna sonora. Nei giorni scorsi dalla capitale Pyongyang è stato lanciato il nuovo inno ufficiale della sua Corea del Nord, “ereditata” dal padre nel 2 011: tra rulli di tamburi e squilli di tromba, dopo le bucoliche immagini del monte Baekdu, simbolo della Corea, arrivano quelle di centinaia di soldati marcianti al passo dell’oca. Il titolo suona più o meno così: “Difenderemo il generale Kim Jong-un a costo della nostra vita”. Nel frattempo l’agenzia ufficiale Kcna sta inondando il mondo con foto di un bellicoso Kim Jong-un, battezzato “Brillante compagno”, circondato dai suoi generali. “Dal momento che gli Stati Uniti stanno per innescare una guerra nucleare, eserciteremo il nostro diritto di attaccare preventivamente l’aggressore al fine di proteggere il nostro supremo interesse”, aveva fatto annunciare dal suo ministero degli Esteri, soltanto un mese fa. Insomma, qualcosa di assai diverso dal ritratto che del giovane studente Kim ha fatto un suo ex compagno all’International School di Berna , il collegio che il generale frequentò sotto mentite spo glie dal 1994, quando aveva 11 anni, fino al 1997: «Tutti vedono in lui un lunatico che odia il mondo, ma il ragazzo che ricordo è la persona più quieta che io abbia mai incontrato», ha detto Tal Rapp al quotidiano inglese The Sun. Che ha pubblicato foto dell’adolescente figlio del “Caro leader”, come era chiamato in patria il dittatore Kim Jong-il, in giacca di pelle e capelli carichi di gel, nei panni di un membro dei T-Birds, la band di Grease. La biografia del più giovane dei capi di Stato (diventò presidente a 2 8 anni il 2 8 dicembre 2011) è lontana da quella di un condottiero. A meno che non si considerino le guerre virtuali. Secondo i servizi segreti sudcoreani, Kim jong-un è un campione di Cali o f Duty, uno dei videogiochi “sparatutto” più famosi. E forse non è un caso che per uno dei video di propaganda “postati” su YouTube, Pyongyang abbia usato proprio le immagini di Cali o f duty con una New York sotto attacco, per illustrare i sogni di un soldato di fronte a una Corea riunificata. «Dopo aver vinto battaglie in modalità virtuale, ora vorrebbe comandare un esercito vero senza preoccuparsi delle conseguenze estreme», hanno ironizzato da Seoul. Ma Kim Jong-un alla guida del Paese c ’è finito per caso. 11 padre, il Caro Leader Kim Jong-il, fu costretto a “scartare” i due fratelli Kim Yong-nam e Kim Yongchul perché considerato «impresentabile » il primo (fu incarcerato in Giappone perché sorpreso con un passaporto falso) e «femminuccia» il secondo. Più che agli affari di uno Stato alla fame (oltre il 2 0 per cento dei bambini sotto i 5 anni di età è sottopeso), il giovanissimo presidente appare più preoccupato della sua collezione di sneakers Nike e del campionato di pallacanestro Nba: a febbraio ha ricevuto con tutti gli onori Dennis Rodman, ex stella del basket Usa, ma ha rifiutato di incontrare il patron di Google, in visita il mese prima. La sola svolta arrivata dopo la sua nomina è stato il ritorno di Ri Sol-ju, ballerina e cantante, nella hitparade con brani come Amo Pyongyang e Sulle orme dei soldati. Ri è diventata sua moglie dopo che il padre l’aveva obbligato a lasciarla in gioventù. Il discorso Tv di inizio anno, quando proclamava che «bisogna rimuovere la conflittualità tra Nord e Sud», lasciando intendere la possibilità di veder riunite le due Coree, sembra dimenticato. Forse, richiamato dalla zia Kim Kyong-huy, 6 6 anni, generale dell’esercito. È a lei che il d ittatore aveva “affidato” il figlio senza Il taglio di capelli come il nonno (diventato manco a dirlo un “must” tra i barbieri nordcoreani) o gli interventi di chirurgia plastica per aumentare la somiglianza con l’illustre avo (smentiti con sdegno dall’agenzia ufficiale) non bastano più. Kim Jong-un deve fare qualcosa per accreditarsi come condottiero capace di sfidare il mondo. E di preoccupare gli storici alleati Cina e Russia.

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