MILAN Un sussulto, quando viene fuori il discorso sul complotto a favore del Milan, scuote la vigilia della gara con il Napoli, vigilia che Massimiliano Allegriaveva cercato di tenere di basso profilo, dopo il movimentassimo fine settimana scorso. Ma il complotto no, quello non può essere tenuto sotto silenzio: «Se ci fosse un complotto, a Firenze avremmo vinto senza subire due rigori contro eBalotelli giocherebbe contro il Napoli». Punto. Non c’è bisogno di aggiungere altro.
BASTA CORI Perché, alla fine, ad Allegri importa solo quello che accadrà, non quello che è accaduto. Non c’è da perdere troppo tempo su Firenze: «Balotelli? Venerdì sapremo se giocherà contro la Juventus». Anche qui, punto. I cori razzisti? Qui vale la pensa di soffermassi un po’ di più: «Credo che gli organi competenti debbano dare sanzioni più dure e più severe. Non sta a me indicare cosa, c’è gente che è deputata a decidere. Io però spero che quello di domenica sia stato uno degli ultimi episodi razzisti dentro gli stadi. Se vogliamo riportare un po’ di gente, le famiglie e i bambini allo stadio, dentro ci deve essere un comportamento diverso. Altrimenti rimarremo indietro di 30 anni». Su Balotelli, ancora una considerazione: «A livello mediatico, lui fa sempre notizia. Se combina qualcosa, perché l’ha combinato. Se non combina nulla, perché non l’ha combinato. Noi lo sappiamo, ma sappiamo anche che lui si sta comportando bene: a me interessa quello che fa in allenamento».

UN RISULTATO Finalmente, Allegri può dar fiato a tutte le sue considerazioni sul big match di questa sera. Partendo da un concetto: «Sui tre risultati con i quali si può concludere la partita, credo che soltanto uno possa diventare decisivo. Se vince il Napoli, allora il secondo posto è loro. Ma una vittoria o un pareggio, terrebbe tutto ancora in gioco, visto quanto manca alla fine del campionato. Sarà una gara difficile, giocano un buon calcio. Bisognerà vincere, ma facendo una partita equilibrata perché sappiamo che se il Napoli gioca in contropiede ha grande qualità. Sarà comunque una gara aperta a qualunque risultato».
LA SETTIMANA Non deve essere stata una settimana semplice, per il Milan. Ma Allegri garantisce che la squadra sia riuscita a tenersi fuori da tutte le polemiche. «Abbiamo pensato alle cose sbagliate nel secondo tempo di Firenze. Non dobbiamo cercare di far succedere il contrario di quello che ci serve a noi per fare risultato. A Verona eravamo riusciti a far bene, a Firenze invece abbiamo lasciato agli avversari la possibilità di rimontarci. Siamo una squadra giovane, può starci. Per me i ragazzi stanno facendo benissimo. Però è bene imparare dagli errori e provare a non ripeterli. Anche perché siamo l’unica squadra che ha tre scontri diretti. Abbiamo sei punti di vantaggio, possono essere tanti. Ma se non si fanno punti diventano pochi». Perché la qualificazione in Champions non è importante: è l’unica cosa che conta?
LA PANCHINA Quella di oggi è un crocevia importante anche per la sua panchina, legata con ogni probabilità alla zona Champions. «Non ci sono novità. In questo momento penso alla fine del campionato. Non posso parlare del mio futuro, il mio futuro è qui, ho un contratto. Il mio futuro è la partita di domani (oggi, ndr): ci confronteremo con la seconda squadra del campionato. Poi so benissimo che adesso centrare la qualificazione è diventato l’obiettivo minimo, ma so anche che se arrivasse sarebbe un grandissimo traguardo, visto che siamo partiti praticamente da zero». 

NAPOLI NAPOLI. Vediamo se il Napoli è guarito per davvero. Se poi fosse pure un po’ maturato, i tifosi partenopei guarderebbero a questo big match con una sicurezza superiore rispetto ai precedenti approcci avuti in casa di altre grandi e che avevano fatto pensare ad una squadra non in grado di lottare per i traguardi importanti. Il Milan e la sua rincorsa senza fine, rappresentano il banco di prova migliore per i desideri di Champions della squadra di Mazzarri . «Dobbiamo scendere in campo senza fare calcoli, perché non ne siamo capaci: se si gioca con l’obiettivo di portare a casa il pareggio, si rischia solo di fare una brutta gara». E pure una pessima figura, come nelle precedenti esibizioni a Torino con la Juve ed a Milano con l’Inter. Timidi e spaventati,

MAZZARRI «Ma non faremo calcoli, non ne siamo capaci»

gli azzurri si fecero travolgere all’inizio, per poi provare ad entrare in partita quando ormai era troppo tardi. Niente da fare, uscirono sconfitti e ridimensionati per la corsa scudetto.
SCARAMANZIA Avanti, allora, vediamo se il Napoli ha imparato la lezione, fino a raggiungere la maturità che bisogna sfoderare nelle partite decisive. E questa lo è, soprattutto se venisse fuori il “2”, un risultato che chiuderebbe i conti con il Milan nel duello per il secondo posto. «Non ditemi così, perché poi io mi tocco…», il gesto scaramantico di Mazzarri è criptato dal robusto tavolo che ospita tutte le conferenze stampa del tecnico toscano. Chissà se gli avranno detto che stasera a San Siro ci sarà anche il presidente De Laurentiis , atteso a Linate stamattina dopo 15 giorni trascorsi alle Maldive e desideroso di uscire da San Siro con in tasca il pass per i prossimi viaggi nell’Europa delle big. Amuleti e cene scaramantiche (finora ne ha pagate quattro) a parte, Mazzarri opta per la squadra che gli fornisce da sempre le garanzie migliori, quella dei titolarissimi, addestrati a non pensare che tra loro e il Milan ci siano quattro punti di vantaggio. «Lo sappiamo – ricorda Mazzarri – ma non dovremo tenerne conto. Sarà fondamentale giocare con umiltà e vorrei che i ragazzi andassero in campo senza timore reverenziale, per il resto mi interessa la prestazione. Sono fiducioso, la squadra sta bene, siamo in un ottimo momento di condizione generale e siamo pronti a giocarcela a San Siro, anche nella consapevolezza di affrontare un avversario fortissimo. Mal che vada, avremo sempre un punto di vantaggio e loro sono attesi da un calendario più complicato del nostro».
TABU’ DA SFATARE Ricapitoliamo. Il Napoli dovrà approcciare alla sfida con la mentalità di chi deve rimontare, quindi, senza fare calcoli, però deve sentirsi anche garantito dall’idea di poter rischiare comunque qualcosa, anche perché forte del buon vantaggio. La sintesi del discorso di Mazzarri potrebbe portare ad una aritmetica soluzione: il pareggio sarebbe ben accetto. Guarda caso l’unico risultato assente dalle 15 gare casalinghe del Milan in campionato (11 successi e 4 sconfitte), ma che premierebbe unicamente il Napoli. Probabilmente, da Mazzarri in giù, sarebbero in tanti a firmare lo stesso 0-0 di un anno fa, una gara brutta e senza gol, ancorchè giocata tra due formazioni stressate dagli impegni di Champions. Stasera sarà tutta un’altra storia, con i rossoneri reduci da otto vittorie consecutive al Meazza ed il Napoli che si è riavuto dopo il febbraio-no. Tre vittorie di fila hanno rigenerato la squadra che pagherebbe di proprio per altri tre, pesantissimi punti. Anche per la memoria del club, incapace di piegare il Milan a casa sua da 27 anni. All’epoca c’erano Maradona Giordano che firmarono il prezioso 1-2, mentre oggi la figura del conquistatore viene incarnata da Cavani , a soli tre gol di distanza da quota cento con la maglia del Napoli. Probabilmente ce la farà entro il termine del campionato, ma conoscendo la determinazione del Matador , non esclude di riuscirci già stasera.

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